Salute, per studio Usa Plavix riduce rischio di infarto

martedì 31 marzo 2009 21:14
 

Di Lewis Krauskopf

ORLANDO (Reuters) - Il Plavix, un farmaco che previene il coagulo del sangue, messo in vendita dalla Bristol-Myers Squibb Co e dalla Sanofi-Aventis, riduce il rischio di infarto del 28% nei pazienti vulnerabili a causa del battito cardiaco irregolare. Lo riporta uno studio clinico.

Questo nuovo utilizzo del Plavix potrebbe dare una nuova spinta a quello che è già uno dei farmaci più venduti al mondo.

Lo studio, basato su 7.554 pazienti, ha scoperto che coloro che combinavano il Plavix con l'aspirina avevano l'11% in meno di fenomeni cardiaci, inclusi attacchi di cuore e decessi, rispetto a coloro che utilizzavano l'aspirina da sola.

I pazienti oggetto della ricerca erano impossibilitati a prendere il warfarin, un anticoagulante comunemente prescritto a coloro che soffrono di irregolarità nel battito cardiaco o di fibrillazione atriale.

"La novità veramente esaltante è che gli ictus si sono ridotti del 28%", ha detto il dottor Stuart Connolly, capo del reparto di cardiologia alla McMaster University a Hamilton, Ontario e capo anche del gruppo che ha presentato lo studio all'American College of Cardiology meeting tenuto a Orlando.

"Una riduzione dell'11% dei fenomeni cardiaci è già un dato interessante, ma il 28% di riduzione degli ictus è un dato impressionante", ha continuato Connolly, che ha sottolineato come il risultato abbia una grande rilevanza statistica.

La fibrillazione atriale è una comune aritmia che può provocare la coagulazione del sangue e aumentare i rischi di ictus. Circa 2,2 milioni di americani soffrono di questa aritmia e circa il 15% degli ictus capitano proprio a persone che ne soffrono, stando ai dati dell'American Heart Association.

Dal momento che il warfarin è un farmaco che può portare a forti rischi di emorragia, i cardiologi sono ansiosi di trovare un'alternativa per i pazienti che soffrono di fibrillazione atriale.   Continua...

 
<p>Salute, per studio Usa Plavix riduce rischio di infarto. REUTERS/Jeff Haynes</p>