Salute, studio inglese: condividere informazioni frena epidemie

martedì 31 marzo 2009 13:24
 

LONDRA (Reuters) - Uno studio pubblicato lunedì da un gruppo di ricercatori inglesi sostiene che si può combattere la diffusione di malattie contagiose mettendo messaggi sulle porte delle scuole materne, mandando sms agli amici e con altre modalità con cui si condividano localmente informazioni.

Queste semplici accortezze per diffondere notizie tra gli amici o con i vicini di casa possono avere un impatto migliore rispetto agli allarmi che possono diffondere i mass media o il governo, hanno affermato Sebastian Funk e alcuni colleghi nel rapporto Proceedings of the National Academy of Sciences.

"Pochi hanno studiato questa possibilità nel dettaglio", ha detto Funk, un ricercatore della Royal Holloway, Università di Londra, che ha condotto lo studio.

"Quello che abbiamo trovato è il tipo di risposta locale che può consentire alle persone di non ammalarsi e, in certi casi, frenare una possibile epidemia", ha raccontato in un'intervista telefonica.

Come esempio, i ricercatori hanno citato lo scoppio di un'epidemia di Sars in Cina nel 2003. Le persone hanno inviato milioni di sms avvertendo amici e familiari dell'arrivo di una "malattia fatale", invitandoli ad indossare mascherine o a rimanere a casa.

Funk e i suoi colleghi hanno creato un modello telematico in cui non si studiava un'epidemia specifica ma hanno potuto constatare che la qualità dell'informazione di prima mano è di gran lunga superiore rispetto a quella derivata da altre fonti.

Le informazioni, diffuse localmente, possono suscitare la giusta attenzione e creare una sorta di cordone protettivo intorno alla malattia.

Questo dimostra che il contenimento o l'arresto di un'epidemia hanno più possibilità di successo se le comunità locali mettono in atto spontaneamente una catena informativa che metta al corrente la popolazione sulla malattia e sulle modalità di difesa.

"Noi abbiamo concluso che questo tipo di attenzione locale può giocare un ruolo fondamentale nel combattere le epidemie, anche se non ci sono guidelinea ufficiali", ha concluso Funk.