31 marzo 2009 / 09:38 / 8 anni fa

Studio Ue: l'omofobia rovina vite in tutta Europa

<p>Una manifestazione contro l'omofobiaHenry Romero</p>

di Sylvia Westall

VIENNA (Reuters) - L'omofobia sta danneggiando la salute e la carriera di persone in tutta Europa e il problema potrebbe essere più grave di quanto si evince dai dati, perché le vittime preferiscono non attirare l'attenzione su di sé parlandone, per paura di ottenere un risultato opposto a quello sperato. Lo ha reso noto uno studio dell'Unione europea.

L'Agenzia Ue per i Diritti Fondamentali ha detto che in molti paesi la polizia non riesce a gestire i crimini legati all'omofobia -- da abusi verbali ad attacchi mortali -- e che molti governi e scuole non affrontano la questione con la dovuta serietà.

Questo crea un circolo vizioso che spinge le vittime a rimanere "invisibili" invece di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o denunciare alle autorità gli abusi subiti.

"Fin dalla più tenera età, le parole dispregiative usate per gay e lesbiche a scuola insegna a queste persone a rimanere nell'ombra", spiega lo studio pubblicato oggi.

"Spesso sono vittime di discriminazioni e molestie sul posto di lavoro e in molti paesi non possono rendere legale la loro relazione di coppia".

Lo studio consiglia caldamente di denunciare in modo anonimo i crimini di omofobia per combattere il problema, evidenziando progetti pilota in Danimarca, Paesi Bassi e Slovenia.

Alcuni casi gravi di discriminazione hanno coinvolto le autorità d'asilo, con ufficiali che hanno negato rifugio a fuggitivi perché non credevano che fossero perseguitati per il loro orientamento sessuale.

In termini di sanità, la discriminazione può spingere le vittime ad evitare di chiedere aiuto e, in alcuni casi, queste persone sono state curate partendo dal presupposto che il loro orientamento sessuale fosse "un problema o una malattia".

PIU' OSTILI NEI PAESI DELL'EST

Lo studio, che ha messo insieme ricerche condotte in 27 paesi, riporta che oltre la metà dei cittadini Ue sostiene che la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale sia molto diffusa nella propria nazione.

Bulgaria, Estonia, Lettonia, Polonia e Romania sono risultate le più ostili nei confronti delle manifestazioni "gay pride" e gli abitanti di questa regione si trovano generalmente più a disagio ad esempio con un vicino di casa omosessuale.

Soltanto tre stati dell'Ue, Belgio, Paesi Bassi e Spagna, danno pieni diritti ai matrimoni tra persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, mentre la maggior parte degli altri paesi non dà loro alcun diritto in questo senso.

Nei Paesi Bassi, l'82% degli intervistati si è dichiarato a favore dei matrimoni con partner dello stesso sesso, rispetto all'11% in Romania e al 12% in Lettonia.

Il livello di accettazione, continua lo studio, è piuttosto elevato anche in Francia, Austria, Svezia e Spagna, dove figure politiche e religiose hanno partecipato a dimostrazioni gay pride per dare visibilità alla questione.

Ma l'apertura mentale tende a diminuire quando si chiede un'opinione sull'eventualità che gli omosessuali adottino dei bambini.

Anche se la rappresentazione dell'omosessualità sui media è leggermente migliorata, continuano a prevalere gli stereotipi, conclude lo studio.

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