26 marzo 2009 / 15:29 / 9 anni fa

Mostre, Roma celebra dinastia flavia con Divus Vespasianus

Di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - Una mostra storico-popolare, che non vuole essere solo una raccolta estetica ma che ha l‘intento di mostrare al grande pubblico un pezzo di storia antica di Roma: così ha definito la mostra “Divus Vespasanius: il bimillenario dei Flavi” il suo curatore Filippo Coarelli.

La mostra, dedicata interamente alle gesta della dinastia Flavia, dal suo fondatore Vespasiano al primogenito Tito fino al figlio minore Domiziano, sarà aperta a Roma da domani al 10 gennaio 2010.

L‘esibizione costituisce una delle iniziative culturali più importanti della capitale per il 2009. Promossa dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, la mostra si sviluppa in un lungo percorso che parte dal Colosseo e prosegue toccando i monumenti flavi nell‘area del foro e del Palatino, compresa la Curia al Foro romano e il criptoportico neroniano al Palatino.

La figura maggiormente messa in risalto dalla mostra è quella di Vespasiano, imperatore rivoluzionario e unico, con la sua figura di homo novus, non aristocratico, domina tra le sculture in mostra al Colosseo.

Sculture tra le quali spicca il ritratto di Vespasiano proveniente dalla Ny Carlsberg Glyptoteck di Copenaghen, un meraviglioso esempio della differenza di questo imperatore rispetto al suo predecessore, Nerone. Un ritratto che esprime tutta la semplicità di Vespasiano, della quale “l‘imperatore andava fiero e che voleva fosse messa in risalto anche nelle sue immagini riprodotte su marmo”, ha precisato lo stesso curatore Coarelli.

Vespasiano, che ha avviato la maestosa costruzione del Colosseo, poi inaugurato dal figlio Tito nell‘80 d.c e completato dall‘altro figlio Domiziano, ci teneva a che le sue statue fossero il più possibile aderenti alla realtà, quella di un “imperatore etico e ironico ma pur sempre di origini umili”, come ha specificato Coarelli.

RISCOPRIRE I MONUMENTI

Una delle attrazioni principali dell‘intero percorso culturale è il criptoportico neroniano: generalmente chiuso al pubblico, è stato riaperto in occasione della mostra ed è allo studio la possibilità di tenerlo aperto per ulteriori mostre dopo il 2010.

All‘interno dei monumenti al Palatino sarà anche possibile visitare una meravigliosa raccolta di marmi rinvenuti da Pietro Rosa all‘epoca della sua Soprintendenza agli scavi e monumenti della provincia di Roma. Una sintesi dei 60 marmi più belli del Palatino, scelti tra gli oltre 300 che costituiscono la collezione completa.

Tra Colosseo, Curia e Criptoportico si sviluppa un percorso esterno, che tocca i grandi monumenti flavi ancora conservati, dall‘Arco di Tito alla Domus Flavia sul Palatino, ai vari edifici del Foro.

Edifici che mettono in risalto la seconda grande protagonista dell‘esposizione: Roma.

Una Roma che visse un periodo di grande espansione edilizia sotto la dinastia flavia ,con monumenti che Nerone aveva segregato nelle sue tenute personali di nuovo esposti al pubblico romano dai tre imperatori flavi.

Monumenti che, a distanza di duemila anni, ancora suscitano uno straordinario interesse.

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