22 marzo 2009 / 15:03 / tra 8 anni

Il papa all'Africa: basta guerre, corruzione e tribalismo

<p>Papa Benedetto XVI durante la messa recitata oggi all'aperto a Luanda. REUTERS/Alessandro Bianchi (ANGOLA RELIGION)</p>

di Philip Pullella e Henrique Almeida

LUANDA (Reuters) - Papa Benedetto XVI, rivolgendosi alla folla più vasta incontrata finora nel suo viaggio in Africa, ha sfidato oggi il Continente ad allontanare “le nubi del male” rappresentate da guerre, corruzione e lotte tribali, e a intraprendere un nuovo cammino verso la pace e la prosperità.

Nella sua ultima giornata piena in Africa, il Pontefice ha celebrato la messa per una folla di un milione di persone, secondo le stime di organizzatori e polizia. All‘inizio, ha pregato per le due donne rimaste uccise ieri nella ressa per entrare in uno stadio dove si teneva un raduno giovanile alla presenza dello stesso Papa.

Il Vaticano ha detto che nella ressa sono rimaste ferite una quarantina di persone.

Nella messa di oggi, Benedetto XVI - che ha l‘ha celebrata da una massiccia piattaforma coperta da un enorme baldacchino per proteggerlo dal sole - ha consegnato alla folla un messaggio per tutti gli africani: l‘Africa deve liberarsi dei propri mali sistemici.

Il Papa ha detto che il Continente ha spesso visto “il potere distruttivo del conflitto civile, la discesa in un gorgo di odio e vendetta, lo sperpero degli sforzi di generazioni di brave persone”.

L‘Africa è attualmente segnata da numerosi conflitti, tra i quali quelli in Congo, Darfur e Somalia.

“Tragicamente, le nuvole del male hanno anche oscurato l‘Africa, e l‘amata nazione dell‘Angola”, ha detto il Pontefice del paese che l‘ospita, teatro di una guerra civile durata 27 anni e conclusasi nel 2002.

SRADICARE L‘AVIDITA’

“Pensiamo al male della guerra, ai frutti assassini del tribalismo e della rivalità etnica, all‘avidità che corrompe i cuori degli uomini, rende schiavi i poveri, e depreda le future generazioni delle risorse che occorrono loro per creare una società più equa e giusta, una società veramente e autenticamente africana nel suo genio e nei suoi valori”.

Prima di impartire la tradizionale benedizione domenicale, il Papa ha definito l‘Africa “questo grande continente così pieno di speranza eppure così assetato di giustizia, di pace...”.

Il Pontefice ha anche lanciato un appello per il vicino Congo.

La necessità di porre fine alla corruzione in Africa per concorrere a uno sviluppo giusto è stato un tema ricorrente di questo viaggio papale, iniziato martedì scorso in Camerun.

Molti paesi africani dispongono di enormi giacimenti di minerali e idrocarburi che varrebbero in teoria abbastanza per finanziare progetti infrastrutturali, creare posti di lavoro ed elevare gli standard di vita.

Ma per i critici i dirigenti locali usano le risorse piuttosto per arricchirsi, privando la collettività di veri e propri di tesori.

L‘Angola, per esempio, compare al 158 posto di una lista di 180 paesi compilata da Transparency International nel 2008, il cosiddetto Indice di corruzione percepita.

Il Papa tornerà domani in Vaticano.

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