19 marzo 2009 / 10:21 / 8 anni fa

Incendi Australia, rifugio cura animali vittime roghi

di Pauline Askin

SYDNEY (Reuters) - Il salvataggio di Sam il koala ha ridato speranza agli australiani dopo i devastanti incendi del mese scorso, e una nazione famosa per i suoi rifugi per animali sta lavorando perché questo non sia un caso isolato.

Più di 200 persone sono morte e migliaia sono rimaste senza casa dopo gli incendi del mese scorso, considerati il peggior disastro naturale della zona, che ha devastato una grande fetta dello stato di Victoria.

Anche milioni di animali, tra cui canguri, uccelli lira, koala ed echidne sono morti, migliaia sono feriti e il rifugio di Healesville, uno dei più grandi e dei più vicini all'area colpita si sta dando da fare per curare le ferite degli animali sopravvissuti.

"Gli uccelli lira stanno arrivando con le piume bruciate, i vombati con le zampe bruciate e le echidne con i dorsi bruciati mentre scavano nel terreno", ha detto il veterinario Che Phillips alla Reuters, aggiungendo che il fuoco si è spinto fino a 300 metri dal rifugio.

Il koala Sam, che era gravemente ustionato, è stato salvato da un vigile del fuoco e portato in un rifugio vicino, mentre le immagini del salvataggio commuovevano l'Australia e il resto del mondo.

Tra le storie commoventi del rifugio di Healesville c'è quella di Jilly, una cucciola di canguro di 10 mesi, che è arrivata circa una settimana fa nel rifugio con gravi ustioni nelle zampe posteriori e bruciature in quelle anteriori.

Phillips ha precisato che l'animale presentava evidenti segni di disidratazione e perdita di peso dopo la morte della madre, nell'incendio. La cucciola è allattata artificialmente e tenuta in un marsupio, anch'esso artificiale.

"Jilly sta recuperando bene, potremo toglierle le bende tra circa due settimane e poi dovremo controllare bene da dove proviene, qual'è il suo habitat naturale e se è possibile riportarcela", ha proseguito il veterinario.

Rupert Baker, uno dei capi veterinari del rifugio, ha stimato in diverse migliaia il numero di animali bisognosi di cure.

"Abbiamo dovuto sopprimere circa il 40% degli animali portati al rifugio perchè le loro ferite non erano curabili", ha detto Baker.

Il veterinario ha parlato di milioni di animali ustionati e probabilmente lo stesso numero di animali morti dal momento che più di 450.000 ettari di terra sono stati bruciati, aggiungendo che ci vorranno almeno sei mesi prima che si possano far tornare gli animali ricoverati al rifugio nel loro ambiente naturale.

"Ho parlato con una botanica e mi ha detto che ci vorranno circa 200 anni per far tornare la flora alle condizioni antecedenti l'incendio", ha concluso Baker.

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