March 19, 2009 / 9:21 AM / 8 years ago

Crisi, la Slovenia lancia un negozio per poveri

3 IN. DI LETTURA

<p>Una acquirente nel negozio Sos di Lubiana, dedicato ai poveri.Bor Slana</p>

di Marja Novak

LUBIANA (Reuters) - Gli sloveni colpiti dalla crisi economica si stanno radunando dinanzi a un nuovo negozio che vende prodotti alimentari di prima necessità e prodotti di bellezza a tutti coloro che sono in grado di dimostrare di essere poveri.

Solo le persone che possono provare di guadagnare meno di 500 euro al mese possono fare acquisti in questo negozio, che vende prodotti basilari con uno sconto di circa il 70%.

"Questo negozio rende perfettamente l'idea della situazione attuale, che è triste", ha detto Martin Perme, una guardia giurata di 59 anni e uno dei primi clienti.

La Slovenia, che è stato il paese europeo con il maggior tasso di crescita negli ultimi due anni, è stato profondamente colpita dalla crisi economica globale e i lavoratori stanno perdendo i loro posti.

"Mentre avevamo meno di 60.000 disoccupati a settembre, oggi ne abbiamo quasi 79.000", ha detto Mavricija Batic del Servizio Occupazionale nazionale, che ha previsto un aumento del numero dei disoccupati fino a raggiungere quota 100.000 quest'anno.

Il capo della società che gestisce l'Sos Shop nella periferia di Lubiana, ha affermato che altri cinque negozi saranno aperti in tutto il paese nei prossimi tre mesi.

"Ci aspettiamo che ogni negozio abbia dai 400 ai 500 clienti entro la fine dell'anno", ha detto Alan Jurakovic, capo dell'Sos Zadruga, società che gestisce il negozio.

Carta Speciale

Coloro che intendono diventare clienti devono produrre un'autocertificazione che provi lo stato di indigenza per ottenere una carta speciale. Per evitare che gli acquirenti possano rivendere i prodotti comprati, c'è un limite di acquisto di 60 euro.

La Slovenia è entrata nell'Unione Europea nel 2004 e ha avuto un record di crescita economica del 6,8% nel 2007, una crescita dimezzata nel 2008 per via della crisi.

Molti analisti prevedono una recessione che farà contrarre l'economia per la prima volta dal 1992.

Il governo ancora spera in una crescita ma i principali indicatori economici prospettano un futuro diverso: le esportazioni, a gennaio, sono crollate del 26% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso mentre la produzione industriale è scesa del 17,5% nel solo mese di dicembre.

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