18 marzo 2009 / 15:48 / tra 9 anni

Il Vaticano difende il Papa dalle critiche sui preservativi

<p>Papa Benedetto XVI in Camerun. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

PARIGI (Reuters) - Il Vaticano ha difeso oggi Papa Benedetto XVI per le dichiarazioni rese ieri, all‘inizio del suo viaggio in Africa, sull‘opposizione della Chiesa cattolica all‘uso dei preservativi come metodo di lotta all‘Aids, che hanno provocato le critiche di Francia, Germania e Belgio.

“La Francia esprime la sua forte preoccupazione circa le conseguenze delle parole di Benedetto XVI”, ha riferito un portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier, in un meeting con i giornalisti.

“Mentre non sta a noi giudicare le dottrine della Chiesa, noi crediamo che queste dichiarazioni mettano in pericolo le politiche della salute pubblica e gli imperativi riguardanti la protezione della vita umana”, ha aggiunto.

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, interpellato sulle polemiche ha ribattuto che il Papa sta “solo proseguendo sulla strada tracciata dai suoi predecessori”.

“L‘Aids non può essere sconfitta con la distribuzione di preservativi. Al contrario, questo aumenterebbe il problema”, aveva detto ieri il Pontefice.

Chevallier ha ripetuto come la Francia sia fortemente impegnata nella lotta all‘Aids.

“Insieme all‘educazione e al controllo, i preservativi sono una parte fondamentale delle azioni di prevenzione alla trasmissione del virus dell‘Hiv”, ha proseguito il portavoce.

Ma critiche analoghe sono giunte da Germania (“la moderna cooperazione nello sviluppo deve dare accesso agli strumenti per la pianificazione familiare ai più poveri dei poveri”, hanno detto i ministri della Sanità e dello Sviluppo in una dichiarazione congiunta). E il Belgio ha definito quella del Papa “una pericolosa visione dottrinaria”.

CRITICHE DAL MONDO SCIENTIFICO

“La mia impressione è che la posizione del Papa rappresenti un grosso passo indietro per quel che riguarda l‘educazione alla salute, che sia controproducente e che provochi l‘aumento dei contagi in Africa e altrove” , ha detto Quentin Sattentau, professore di immunologia all‘Università di Oxford.

“C’è l‘evidenza dei fatti a supportare la tesi che la distribuzione dei preservativi riduce il rischio di contagio del virus Hiv e non conduce necessariamente ad un incremento dell‘attività sessuale”, ha continuato il professore.

Kevin De Cock, direttore del dipartimento Hiv/Aids dell‘Organizzazione Mondiale della Salute, ha affermato che non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri che l‘uso dei preservativi spinga ad assumersi maggiori rischi sessuali.

“La nostra linea guida è che i preservativi siano altamente funzionali per contrastare la trasmissione del virus Hiv se sono utilizzati in maniera corretta e costante”, ha detto in un‘intervista telefonica.

CRITICHE DEGLI ATTIVISTI

“Qualsiasi rimedio riduca le possibilità di contrarre l‘Aids in un continente come l‘Africa deve essere ben accetto”, ha detto Adeleke Agbola, un avvocato della Nigeria, lo stato africano più popoloso.

“Dire, come ha fatto il Papa, che i preservativi non sono utili è come dire che viaggiare in aereo non è sicuro al 100% e quindi bisogna rinunciare a volare”, ha detto invece Matemilola, un medico che è anche il coordinatore nazionale del Nepwhan, la Rete nazionale delle persone che vivono con l‘Hiv/Aids in Nigeria, che sta convivendo con il virus da più di dieci anni.

Il ministro della Salute belga Laurette Onkelinx ha detto che “i commenti del Pontefice riflettono una visione dottrinaria pericolosa. Le sue dichiarazioni demoliscono anni di prevenzione ed educazione e mettono in pericolo molte vite umane”.

Segnali di dissenso sono emersi anche all‘interno della Chiesa.

“Chiunque abbia contratto l‘Aids e sia sessualmente attivo, chiunque ricerchi differenti partner deve proteggere se stesso e gli altri”, ha affermato Hans-Jochen Jaschke, vescovo ausiliario di Amburgo.

“Perciò, nessun tabù sull‘uso dei preservativi ma anche nessuna mitizzazione né travisamento sul fatto che questo basti per tenere il mondo al sicuro. I preservativi possono certamente proteggerci, ma spesso gli uomini li rifiutano”, ha aggiunto il vescovo.

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