18 marzo 2009 / 12:23 / 9 anni fa

Chernobyl, radiazioni su animali più gravi di quanto si pensasse

<p>Alcune alci nei pressi di Chernobyl REUTERS/Vasily Fedosenko</p>

di Nick Vinocur

LONDRA (Reuters) - Gli animali che vivono vicino al sito del disastro nucleare di Chernobyl in Ucraina sono stati colpiti dalle radiazioni in modo molto più grave di quanto si pensasse. Lo ha riferito oggi uno studio, minando la convinzione secondo cui la vita naturale nella zona si sta riprendendo.

Lo studio ha dimostrato che il numero di calabroni, farfalle, ragni e altri invertebrati è inferiore nelle zone contaminate rispetto alle altre aree a causa degli elevati livelli di radiazioni rimasti dopo l‘esplosione avvenuta oltre 20 anni fa.

Le scoperte mettono in dubbio le ricerche precedenti secondo cui la popolazione animale stia ricrescendo intorno al sito del disastro in Ucraina, che obbligò migliaia di persone ad abbandonare la propria casa e ad evacuare la zona.

Le stime del numero delle morti collegate direttamente all‘incidente sono piuttosto varie. L‘Organizzazione Mondiale per la Salute stima circa 9.000 vittime, mentre secondo il gruppo ambientalista Greenpeace il bilancio si aggira sui 93.000 morti.

“Siamo molto colpiti nel constatare che non sono stati fatti studi sulla questione”, ha detto in un‘intervista telefonica Anders Moller, ricercatore del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica in Francia, che ha condotto lo studio.

“La nostra è stata la prima ricerca a focalizzarsi sulla ricchezza della popolazione animale”.

I ricercatori hanno detto di aver confrontato le popolazioni animali nelle zone radioattive con quelle di zone meno contaminate e hanno scoperto che in alcune aree la vita animale è quasi completamente scomparsa.

“Ci sono aree con 100 animali al metro quadro”, ha spiegato Moller. “E altre con una media di meno di un esemplare per metro quadro; e questo succede per tutte le specie”.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli animali che vivono vicino al reattore di Chernobyl -- che è stato coperto da una struttura di contenimento dopo l‘esplosione nell‘aprile del 1986 -- presentano più deformazioni del normale.

“Solitamente gli animali deformi vengono uccisi più velocemente, infatti è più difficile scappare se per esempio si hanno ali asimmetriche”, ha detto lo studioso. “In questo caso abbiamo trovato un‘elevata incidenza di animali deformi”.

Queste scoperte smentiscono la visione del sito di Chernobyl come un luogo ecologicamente sano, nonostante l‘Ucraina l‘abbia reso una riserva naturale, con lupi, bisonti e orsi.

“Volevamo porre una domanda”, ha detto Moller, che lavora su Chernobyl dal 1991: “ci sono più o meno animali nelle zone contaminate? Naturalmente ce ne sono di meno”.

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