17 marzo 2009 / 11:14 / tra 9 anni

Papa in Africa: preservativi non fermeranno Aids

<p>Papa Benedetto XVI alla sua partenza da Fiumicino per l'Africa. REUTERS/Max Rossi</p>

YAOUNDE (Reuters) - Papa Benedetto XVI, arrivato in Camerun, prima tappa del suo primo viaggio in Africa da Pontefice, ha detto oggi che i preservativi non fermeranno il dilagare dell‘Aids.

“Il problema non può essere superato con la distribuzione di preservativi. Questo aumenta solo il problema”, ha detto il Papa.

La malattia ha ucciso più di 25 milioni di persone dai primi anni 80, principalmente nell‘Africa sub-sahariana. Qualcosa come 22,5 milioni di persone stanno vivendo contagiati dal virus HIV in quella zona.

Secondo la Chiesa, la fedeltà in un matrimonio eterosessuale, la castità e l‘astinenza sono le vie migliori per contrastare l‘Aids. La Chiesa non approva i preservativi ma alcuni suoi leader hanno richiesto che ne venga tollerato l‘uso nei matrimoni eterosessuali in cui uno dei due coniugi abbia contratto la malattia.

Il Papa ha anche liquidato le notizie uscite sui giornali italiani secondo le quali la sua decisione di cancellare la scomunica ad un vescovo negazionista dell‘Olocausto lo avrebbe messo in una posizione di isolamento in Vaticano. Il Pontefice ha definito queste notizie “un mito”.

Benedetto XVI ha poi chiesto aiuto e supporto per il continente africano durante la crisi economica e ha manifestato la speranza di incoraggiare la pace e di fornire un aiuto nella lotta alla corruzione.

Il Papa ha cominciato il suo tour dal Camerun, dove i lavoratori hanno imbiancato i muri e le strade sono state ripulite dalla macerie e liberate dai venditori ambulanti durante i preparativi dell‘ultimo minuto fatti oggi.

Nel momento in cui i cattolici praticanti sono in calo nel mondo globalizzato, l‘Africa, dove alcuni progressi verso la democratizzazione sono stati fatti ma i conflitti sono ancora numerosi, è considerata vitale per il futuro della Chiesa.

In Camerun il Papa visiterà enti di beneficenza, incontrerà leader musulmani e parteciperà ad un‘assemblea di vescovi per delineare il ruolo della Chiesa nell‘opera di miglioramento delle condizioni di vita africane.

TRA SPERANZA E SCETTICISMO

Un cartellone presente nel centro di Yaounde mostrava il Pontefice in una foto con il Presidente Paul Biya, con la scritta “Una perfetta comunione”.

Ma molti nella città sono scettici, soprattutto dopo che le autorità hanno distrutto alcune bancarelle, in un mercato, per ripulire la città prima dell‘arrivo del Papa.

“Sono contenta che stia venendo ma credo debba venire per motivi religiosi e non per altro”, ha detto la 29enne Calvine Noumbisi, che lavora ai bordi della strada vendendo rosari, libri di preghiere e pietre al profumo di incenso per una chiesa lì vicino.

“Se il Papa pregherà, benedirà il paese e inviterà i politici a confessarsi, allora ci aiuterà”, ha aggiunto la ragazza.

Sebbene Camerun e Angola siano paesi ricchi di risorse , dove il petrolio è stato sempre presente in grande quantità per anni e minerali per milioni di dollari sono stati estratti dai giacimenti, molti degli abitanti di questi due paesi continuano a vivere in condizioni di estrema povertà.

Questo, sperano in molti, spingerà il Papa ad invitare i leader del continente a porre fine a decenni di oppressione e di abusi di potere.

Alla chiesa cattolica di St. Francoise Xavier, membri della confraternita Ephphata hanno cantato, pregato e ballato.

“Siamo felici. Gesù è venuto per i peccatori. Il Camerun è malato e noi siamo contenti che lui sia venuto per salvarci”, ha detto Robert Nguidjoi, mentre la folla si accalcava sull‘altare per essere benedetta dal parroco.

Il Papa promuoverà anche pace e riconciliazione in un continente in cui i conflitti scoppiano spesso per motivi religiosi ma i suoi seguaci affrontano un‘altra sfida, quella delle chiese evangeliche che sono sorte negli ultimi anni.

Ma la visita del Pontefice coincide con un periodo in cui il mondo sviluppato sta conducendo la sua battaglia contro la crisi economica, una coincidenza che fa temere a molti che gli aiuti verso i paesi poveri possano diminuire.

“Il Camerun e l‘Africa in generale offrono al Papa la possibilità di presentare sul palcoscenico internazionale la situazione di questa zona, in altre parole l‘occasione di farsi portavoce della causa africana”, ha detto Eric Ambono, un ricercatore di scienze sociali di Yaounde, capitale del Camerun.

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