Scoperta a Venezia una "vampira" del 16esimo secolo

giovedì 12 marzo 2009 17:38
 

di Daniel Flynn

ROMA (Reuters) - I ricercatori italiani ritengono di avere trovato a Venezia i resti di una "vampira", sepolta con un mattone in bocca per impedirle di nutrirsi delle vittime della peste che nel 16esimo secolo sconvolse la città.

Matteo Borrini, un antropologo dell'Università di Firenze, ha detto che la scoperta sull'isola del Lazzaretto Nuovo nella laguna conferma che nel Medioevo si riteneva che i vampiri fossero responsabili della peste.

"E' la prima volta che da un dato archeologico si riesce a ricostruire un rituale di esorcismo di un vampiro", ha detto Borrini a Reuters, spiegando che questo aiuta anche "attraverso il ricorso alle tecniche forensi a spiegare come il rito, la credenza nel mito del vampiro sia nata".

Lo scheletro è stato dissotterrato da una tomba comune risalente alla peste del 1576, a Lazzaretto Nuovo, circa tre chilometri a nordest di Venezia.

Il succedersi delle epidemie in Europa tra il 1300 e il 1700 rafforzò la credenza nei vampiri, per lo più perché il processo di decomposizione dei cadaveri non era ben compreso, spiega Borrini.

I becchini che riaprivano le tombe a volte si trovavano davanti a cadaveri pieni di gas, coi capelli che continuavano a crescere e del sangue che colava dalla bocca, tanto da far pensare che fossero ancora vivi.

I sudari posti sui volti dei morti spesso erano stati decomposti dai batteri presenti nella bocca.

Secondo testi medici e religiosi medievali, i "non morti" diffondevano la peste per succhiare la vita che restava nei corpi, così da recuperare le forze e tornare nelle strade.

"Per uccidere questi vampiri era necessario togliere dalla bocca il sudario che era il loro cibo come il latte per un bambino, e mettergli in bocca qualcosa che non potessero mangiare", dice ancora Borrini, precisando che "è possibile che si siano travate altre sepolture con un mattone in bocca perché era un rituale diffuso in Europa. Però è la prima volta che si riconosce finalmente questo rituale".