Caso Williamson, Papa: fatti degli sbagli, più attenzione a Rete

giovedì 12 marzo 2009 12:52
 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Nel caso di Richard Williamson, il vescovo negazionista a cui il Papa ha tolto la scomunica, sono stati fatti degli errori. Lo ha ammesso oggi Benedetto XVI, che per il futuro si ripromette di dedicare maggiore attenzione al mondo di Internet.

La Chiesa è stata al centro di aspre polemiche dopo che il mese scorso il Pontefice ha deciso di togliere la scomunica a quattro vescovi lefebvriani tra cui Williamson, che nega la verità storica dell'Olocausto.

Oggi, in una lettera ai vescovi cattolici "riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall'arcivescovo Lefebvre", Papa Ratzinger ha voluto chiarire la propria posizione.

Il Pontefice ammette nella lettera che uno "sbaglio, per il quale mi rammarico sinceramente, consiste nel fatto che la portata e i limiti del provvedimento del 21 gennaio 2009 non sono stati illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua pubblicazione", e chiarisce che l'intento era quello di favorire l'unità della Chiesa, invitando i quattro vescovi "al ritorno".

"Può essere totalmente errato l'impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di recuperabile per l'insieme?", si chiede il Papa, ammettendo che "certamente ci sono delle cose più importanti e più urgenti" del provvedimento assunto dalla Santa Sede nei confronti di Williamson e degli altri tre religiosi.

"IN FUTURO SANTA SEDE PIU' ATTENTA A INTERNET"

A proposito di quella che definisce "una disavventura per me imprevedibile", Papa Benedetto XVI ammette che tra gli sbagli fatti c'è stato quello di sottovalutare l'importanza della Rete.

"Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l'Internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie", spiega nella lettera.

Il Pontefice racconta poi di essere rimasto "rattristato dal fatto che anche cattolici... abbiano pensato di dovermi colpire con un'ostilità pronta all'attacco".

"Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a ristabilire l'atmosfera di amicizia e di fiducia, che - come nel tempo di Papa Giovanni Paolo II - anche durante tutto il periodo del mio pontificato è esistita e, grazie a Dio, continua a esistere".

"Il gesto discreto di misericordia verso quattro Vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all'improvviso come una cosa totalmente diversa: come la smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei", chiarisce il Pontefice.

 
<p>Papa Benedetto XVI durante l'udienza settimanale in piazza San Pietro. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>