March 2, 2009 / 3:43 PM / 8 years ago

Tra gli esuli tibetani, emerge un nuovo "Buddha vivente"

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<p>Tra gli esuli tibetani, emerge un nuovo "Buddha vivente". Nella foto Karmapa Lama.Abhishek Madhukar</p>

di Alistair Scrutton e Abhishek Madhukar

DHARAMSALA, India (Reuters) - E' un "Buddha vivente" e ha un iPod, il 23enne possibile successore del Dalai Lama che potrebbe colmare il vuoto tra i leader tradizionali del Tibet da un lato, e la nuova generazione tibetana e la Cina dall'altro.

Il Karmapa Lama, fuggito dal Tibet in India nove anni fa, crede che sia giunto il momento che i tibetani si rinnovino per sopravvivere.

"Il Tibet ... ha sviluppato per molte generazioni il suo modo di pensare, uno stile di vita piuttosto obsoleto", ha detto Karmapa a Reuters in una rara intervista dalla sua casa nella città indiana di Dharamsala, dimora di molti tibetani esuli.

"C'è un vuoto tra la mentalità tibetana tradizionale e i giovani di oggi ... e questo rappresenta un enorme problema", ha spiegato, con l'aiuto di un traduttore. "Sento che io potrei essere l'anello di congiunzione".

Inoltre sono molte le speculazioni secondo cui il Dalai Lama, 73enne che quest'anno celebra il 50esimo anniversario della sua fuga dalla Cina in India, stia per nominare un successore.

Ed è il Karmapa, con la sua combinazione di carisma, intelletto e giovane età, quello di cui si parla di più.

Nonostante la sua educazione classica tibetana, si distingue dai suoi predecessori: dice di avere un iPod e la Play Station, e gli piacciono i film di Indiana Jones.

Il Karmapa per di più è riconosciuto sia dai tibetani che da Pechino, a differenza del Dalai Lama che secondo la Cina ha fomentato una rivolta violenta.

"Ha lavorato con i cinesi. I cinesi non sono stranieri per lui", ha detto Jeremy Russell, insegnante di inglese del Karmapa. "Non cova del risentimento nei loro confronti, ma li vede come parte del paesaggio".

I monaci, che stanno cercando segnali della rinascita del Lama, hanno scelto questo figlio di nomadi come 17esima reincarnazione della setta Kagyu quando aveva sette anni.

La sua fuga da un monastero tibetano per attraversare a piedi e a cavallo l'Himalaya fino in India gli ha anche fatto guadagnare il rispetto degli esuli, inclusi alcuni radicali delusi dal fallimento del Dalai Lama nel conquistare l'autonomia del Tibet.

"Ha scelto di abbandonare i privilegi che avrebbe avuto sotto la dominazione cinese. La sua fuga dal Tibet lo ha reso un eroe agli occhi dei tibetani, ed è stata vista come un deliberato atto di opposizione ai cinesi", ha detto Tsering Shakya, un importante professore tibetano.

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