February 26, 2009 / 10:32 AM / 8 years ago

Antitrust, multa da 12,5 milioni ai produttori di pasta

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<p>Immagine d'archivio.Vincent West (SPAIN)</p>

MILANO (Reuters) - L'Antitrust ha sanzionato il 90% delle aziende che producono pasta e le associazioni di categoria con una multa complessiva di poco inferiore ai 12,5 milioni di euro, per quello che considera un cartello nella determinazione del prezzo dei loro prodotti.

"Le multe, pari complessivamente a 12.496.333 euro, sono state determinate tenendo conto dell'eccezionale incremento del costo della materia prima e della situazione di difficoltà del settore", spiega una nota.

Nella riunione di ieri, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato "ha deliberato che le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, hanno posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo".

"Sono invece risultate estranee all'intesa, a diverso titolo, le società Gazzola, Mantovanelle e Felicetti, nei confronti delle quali era stata ugualmente avviata l'istruttoria", aggiunge la nota.

Le multe variano dagli oltre 5 milioni di euro per Barilla all'1,4 milioni di euro per De Cecco, agli oltre 1,2 milioni per Divella, i 364mila euro per Amato, i 474mila per Garofalo, i 748mila euro per Colussi fino ai 20.000 euro per Tamma.

L'Autorità ha sanzionato, con 1.000 euro, anche l'intesa realizzata da Unionalimentari, Unione nazionale della piccola e media industria alimentare, che, in quanto associazione d'impresa, ha divulgato una propria circolare per indirizzare gli associati verso un aumento uniforme di prezzo.

BARILLA FARA' RICORSO: ESTRANEI A PRESUNTE AZIONI DI CARTELLO

In un comunicato, Barilla ha annunciato che farà ricorso e si è detta "estranea a presunte azioni di cartello ai fini di determinare un aumento dei prezzi della pasta", aggiungendo di aver sempre agito "secondo criteri di assoluta trasparenza e con la massima libertà nel determinare la propria politica commerciale".

"Il provvedimento dell'Autorità Garante ci lascia stupiti", spiega nella nota il presidente del gruppo, Guido Barilla.

"Sul tema dei prezzi, la nostra azienda ha sempre avuto un comportamento responsabile. Gli aumenti strutturali degli ultimi mesi si sono resi necessari a causa dell'esplosione del costo delle materie prime e dei cambiamenti sui mercati globali", ha aggiunto.

"Non credo si possa parlare di speculazioni ma di condizioni minime di sopravvivenza per un intero comparto industriale".

Anche Unipi in un altro comunicato ha ribadito che nel settore "non vi sono state speculazioni, né si è mai configurato alcun accordo lesivo negli interessi dei consumatori", sottolineando invece come l'aumento delle materie prime tra il 2005 e il 2008 abbia rischiato di far chiudere numerosi pastifici.

Effetti Evidenti Sui Prezzi, Intesa Dal 2006 Al 2008

Secondo l'Antitrust, le due intese prese in esame "hanno di fatto interessato l'intero mercato della produzione della pasta ed hanno avuto effetti evidenti sul mercato in termini di aumento medio dei prezzi di cessione alla grande distribuzione organizzata e, conseguentemente, del prezzo finale praticato dai distributori ai consumatori".

In particolare, spiega la nota dell'Antitrust, l'intesa realizzata da Unipi e dai 26 produttori è durata dall'ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008. Dal maggio 2006 al maggio 2008 il prezzo di vendita della pasta al canale distributivo ha registrato un incremento medio pari al 51,8%, in buona parte trasferito al consumatore, visto che il prezzo finale è cresciuto nello stesso periodo del 36%.

L'istruttoria, aggiunge il comunicato, ha dimostrato che alcune società hanno inoltre svolto un particolare ruolo di coordinamento dell'organizzazione dell'intesa, operando anche in stretta connessione con Unipi, con riunioni ristrette finalizzate a monitorare l'andamento dei listini e la "tenuta" dell'intesa.

L'Autorità, nel calcolare le multe relative all'intesa tra le 26 aziende e l'Unipi, ha considerato la durata della partecipazione delle singole imprese all'intesa.

L'Antitrust ha invece applicato una riduzione dell'importo base per le società che hanno registrato perdite d'esercizio.

"L'Antitrust ha infine valutato, al fine di un'ulteriore riduzione della sanzione, il comportamento di Barilla che, in sede di audizione finale, ha dimostrato di voler attenuare le conseguenze dell'infrazione commessa, attraverso l'attuazione di nuove politiche commerciali".

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