Veronesi lancia "Science for peace", per il disarmo

martedì 24 febbraio 2009 15:39
 

MILANO (Reuters) - La pace riparte dal disarmo e dalla riduzione delle spese militari, per destinare nuovi fondi ai paesi in via di sviluppo, alla ricerca e spingere per la diffusione della cultura della non violenza, della tolleranza e del dialogo.

Parola del professor Umberto Veronesi, che oggi ha lanciato il movimento internazionale "Science for peace" per legare la scienza alla pace nel mondo.

"La scienza ha una funzione pacifista perché ha un linguaggio universale ed è lontana da divisioni che non siano quelle del dibattito scientifico", ha spiegato Veronesi, senatore del Pd, parlando del movimento, appoggiato da 20 premi Nobel e da moltissime personalità del mondo della cultura, dal Dalai Lama a Roberto Benigni, da Rita Levi Montalcini e Luc Montagnier a Renato Dulbecco e Margherita Hack.

"La scienza è il punto di partenza per un grande movimento per la pace. E non esiste pace senza disarmo", ha aggiunto il professore, sottolineando che il primo appuntamento del movimento sarà a novembre a Milano con tre giorni di conferenze sulle basi culturali per lo sviluppo del concetto di pace e sulle prospettive per una efficace prevenzione dei conflitti.

"Il fatto di disarmare i paesi è un messaggio etico oltre che politico, di fiducia nei confronti degli altri", ha sottolineato Veronesi, dicendosi poi ben consapevole dei problemi e delle sfide che il suo nuovo movimento dovrà affrontare, legate soprattutto all'industria degli armamenti.

Parlando del mondo della politica, Veronesi ha spiegato che Kathleen Kennedy, figlia di Bob Kennedy e vicepresidente della conferenza, gli "ha prospettato un incontro con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che è sulla stessa nostra linea" sui temi della pace.

''Non credo che ci saranno opposizioni di principio alle nostre proposte. Anche in Usa ci sono forti germogli nella stessa direzione'', ha spiegato ancora. "Su un tema come questo è stato facile per esempio far convergere il mondo della Chiesa e quello laico".

Meno ottimista è Gino Strada, fondatore di Emergency e tra i promotori del movimento. "Serve molta chiarezza, perché non c'è nessun partito che non sia per la pace e nessun partito che non abbia votato la guerra", ha spiegato oggi Strada. "L'importante è rompere il silenzio, ma gli obiettivi del disarmo progressivo sono realistici".

 
<p>Umberto Veronesi. REUTERS PICTURE</p>