Iraq, riapre parte di Museo Nazionale chiuso dopo invasione 2003

lunedì 23 febbraio 2009 14:56
 

di Aseel Kami

BAGHDAD (Reuters) - L'Iraq oggi ha riaperto parte del suo Museo Nazionale, che un tempo ospitava manufatti risalenti all'alba della civilizzazione, prima di essere saccheggiato nell'invasione del 2003.

Circa 6.000 dei 15.000 oggetti rubati nella confusione in seguito alla caduta di Saddam Hussein sono stati recuperati e saranno di nuovo in mostra. Ma solo otto delle 20 sezioni del museo sono state riaperte, a causa di alcuni contrasti all'interno dei dipartimenti governativi.

I funzionari del Turismo e delle Antichità avrebbero voluto una riapertura in grande stile del museo, a simbolo della ripresa dell'Iraq dopo anni di lotte interconfessionali, e per segnalare che adesso il Paese è in grado non solo di garantire la sicurezza dei suoi abitanti, ma anche di offrire tesori culturali di valore inestimabile e turismo.

Il ministero per la Cultura si è però opposto, dicendo che il museo non è pronto e che le condizioni di sicurezza sono ancora troppo precarie.

Alla fine si è giunti a un compromesso e il museo è stato riaperto solo in parte, mettendo in mostra 11.000 anni di storia, e solo per gruppi organizzati come le scuole.

"Inaugureremo il museo dell'Iraq, ma non aspettatevi che sia quello di prima, quando 26 sezioni raccontavano il Paese attraverso i diversi periodi storici", ha detto Amira Eidan, direttrice del museo, ai giornalisti.

"Ci siamo concentrati soprattutto sugli oggetti rubati nel 2003 che sono stati recuperati", ha aggiunto.

L'Iraq si trova nella "culla della civiltà", tra i fiumi Tigri ed Eufrate, e si ritiene che la parte meridionale del Paese sia il luogo descritto dalla Bibbia come il Paradiso dell'Eden.

Il furto e la distruzione dei manufatti del museo è considerata dagli archeologi come una tragedia non solo per l'Iraq, ma per il mondo intero.

 
<p>Alcuni visitatori al Museo Nazionale dell'Iraq dopo la sua riapertura. REUTERS/Thaier al-Sudani (IRAQ)</p>