Gran Bretagna, recessione stimola sentimenti nazionalisti

mercoledì 18 febbraio 2009 12:42
 

di Luke Baker

GRIMSBY, Inghilterra (Reuters) - All'ufficio di collocamento di Grimsby, città situata sulla costa orientale della Gran Bretagna, le guardie della sicurezza presidiano l'ingresso.

All'interno dell'ufficio statale, la sala d'attesa è affollata da dozzine di uomini e donne, tra cui molti adolescenti e ventenni, che scorrono l'elenco delle offerte di lavoro chini sui computer.

All'esterno altre persone stanno fumando prima di entrare alla ricerca delle ultime opportunità, il più delle volte per scoprire che non c'è niente di interessante.

"C'è sempre qualche problema qui", dice Danny Brewitt, 19 anni, che sta cercando da settimane un lavoro nel settore delle costruzioni senza alcun successo, a causa delle condizioni economiche che hanno trascinato Grimsby e il resto del paese in recessione.

Alla domanda perché c'è così poca disponibilità di lavoro, Brewitt non esita a rispondere: "E' per colpa degli stranieri. I polacchi e altri immigrati che vengono qui e lavorano chiedendo stipendi più bassi".

Spiega velocemente che non ha nessun problema con le persone polacche o con gli immigrati in generale, è che loro accettano lo stipendio minimo (circa otto dollari all'ora) per la maggior parte dei lavori, mentre i lavoratori britannici, specializzati o semi-specializzati, pretendono di più.

"Stanno abbassando il mercato", dice sinceramente Brewitt.

Che sia vera o no -- ci sono prove secondo cui le centinaia di migliaia di lavoratori immigrati dai nuovi stati membri dell'Ue che sono arrivati in Gran Bretagna negli ultimi quattro anni hanno dato all'economia molto più di quanto le abbiano tolto -- questa opinione sottolinea un aspetto preoccupante della crisi in Gran Bretagna: un crescente nazionalismo economico.