Effetto serra, ecologisti: Italia rischia "sucidio credibilità"

sabato 14 febbraio 2009 13:30
 

ROMA (Reuters) - In occasione del secondo anno di applicazione del trattato di Kyoto contro il riscaldamento globale, tre importanti associazioni ambientaliste hanno criticato oggi l'Italia per non aver attuato gli impegni previsti, affermando che il Paese rischia "un autentico suicidio per la propria credibilità internazionale".

"E' passato il primo anno di effettiva validità degli impegni previsti dal protocollo (2008-2012), che per l'Italia prevedono un taglio complessivo delle emissioni del 6,5%, e il nostro Paese non solo non ha una strategia valida... ma sta dando indicazioni contraddittorie con un rilancio del carbone e del nucleare...", hanno detto oggi in un comunicato congiunto Greenpeace, Legambiente e Wwf.

Secondo le associazioni, dal 1990 - anno di riferimento per l'attuazione degli impegni assunti a Kyoto nel 2005 - le emissioni a effetto serra italiane sono cresciute invece del 9,9%. Con un deficit dunque del 15% rispetto agli obiettivi.

"L'Italia non ha una strategia vera e propria ma ha solamente adottato provvedimenti spot che peraltro sono stati puntualmente disattesi", accusano le associazioni, secondo le quali il Paese, che quest'anno ha la guida del G8, "rischia un autentico suicidio per la propria credibilità internazionale se continuerà a non fare nulla per attuare gli impegni previsti dal primo periodo di azione del protocollo di Kyoto".

"Paradossalmente, mentre negli Stati Uniti il Presidente (Barack) Obama annunciano un 'Green New Deal' di rilevanza storica, l'Italia torna al passato con una politica energetica fondata sul rilancio del carbone e del nucleare, le fonti più sporche e più pericolose", avvertono gli ecologisti

 
<p>Immagine d'archivio di una manifestazione ambientalista . REUTERS/Christinne Muschi</p>