Darwin "difficile" per evoluzione nostra mente, dice studioso

giovedì 12 febbraio 2009 17:20
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Comprendere i principi dell'evoluzione non è facile perché il cervello umano sembra predisposto a fraintendere la teoria di Charles Darwin a causa... della sua stessa evoluzione biologica.

E' la tesi sulle teorie del naturalista inglese, di cui oggi ricorre il secondo centenario della nascita, sviluppata in un libro da tre studiosi italiani. Che esaminando a fondo i meccanismi cerebrali, hanno individuato una serie di motivi per cui è più attraente o naturale per l'uomo credere all'esistenza di una mente creatrice superiore.

"E' probabile che la selezione naturale abbia premiato tra i nostri antenati proprio quelli in grado di vedere in un fenomeno non una conseguenza naturale ma l'azione di qualcuno", dice a Reuters Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze cognitive presso il centro mente-cervello dell'Università di Trento, autore assieme a Vittorio Girotto, psicologo cognitivo, e Telmo Pievani, filosofo della scienza, di "Nati per credere" (Codice Edizioni). Come se tra i nostri progenitori, spiega, saper vedere l'azione di qualcuno dietro un segno fosse stato determinante per individuare i pericoli e mettersi al riparo da minacce, dunque superare la selezione.

Questo carattere, spiega lo studioso, è rimasto in qualche modo innato nella nostra specie.

"Per un bambino, non piove perché ci sono le nuvole ma le nuvole ci sono per far piovere... un ragionamento infantile che spiega il mondo in termini di funzioni, e non di meccanismi, e che si ritrova in alcune patologie, come nelle prime fasi dell'Alzheimer", dice.

Con l'istruzione, in parte superiamo questa inclinazione, dice lo studioso. Ma non del tutto. Ed è per questa tendenza esasperata a vedere degli agenti dietro a cose e fenomeni, che teorie come il creazionismo o il disegno intelligente possono apparire più "naturali".

Non perché le credenze sovrannaturali siano più semplici o primitive. Ma per dei meccanismi nel cervello che ci rendono spontaneamente "preparati a credere".

CERVELLI PREDISPOSTI A CREDERE   Continua...