11 febbraio 2009 / 14:59 / tra 9 anni

Futuro di Babilonia è nelle sue rovine, al via recupero del sito

<p>Un soldato iracheno di guardia davanti alla statua del leone di Babilonia, a 135 chilometri a sud di Baghdad. To match feature IRAQ/BABYLON REUTERS/Atef Hassan (IRAQ)</p>

di Khalid al-Ansary

BABILONIA, Iraq (Reuters) - Per essere un luogo di un‘importanza archeologica paragonabile a quella delle Piramidi d‘Egitto, l‘antica città mesopotamica di Babilonia è stata decisamente maltrattata.

Negli ultimi tempi, truppe americane ed eserciti alleati hanno parcheggiato armi e veicoli militari nella zona situata nella parte meridionale dell‘Iraq e hanno usato quella terra ricca di reperti antichi per riempire i loro sacchi di sabbia.

I tesori del sito archeologico sono stati saccheggiati e Saddam Hussein ne “restaurò” alcune parti con nuovi mattoni che portavano il suo nome e costruì un palazzo kitsch affacciato sull‘area.

Adesso lo stato sta cercando di recuperare Babilonia per dare alla città un prosperoso futuro di turismo con l‘aiuto degli esperti del Fondo Mondiale per i Monumenti (Wmf) e dell‘ambasciata americana.

Il progetto “Futuro di Babilonia” è stato lanciato questo mese e ha l‘obiettivo di “analizzare le condizioni attuali di Babilonia e sviluppare un piano per la sua conservazione e per il turismo”, ha spiegato il Wmf.

“Non sappiamo quanto tempo ci vorrà prima di poter riaprire la città ai turisti”, ha detto Mariam Omran Musa, a capo di una squadra statale di ispezione con sede nel sito storico.

“Dipende dai fondi. Spero che Babilonia possa rinascere con un‘immagine migliore”.

Patria dei favolosi Giardini Pensili, una delle meraviglie del mondo antico, e situata in una regione che gli storici definivano la culla della civiltà, Babilonia è stata pesantemente danneggiata durante l‘invasione del 2003 condotta dagli Stati Uniti per rovesciare Saddam.

Il sito antico, a circa 135 km da Baghdad, è stato devastato per secoli dai saccheggiatori, ma la situazione è peggiorata rapidamente dopo l‘invasione, che ha portato anche alla devastazione di altri siti archeologici dell‘Iraq.

EX GRANDE POTENZA

Le rovine di quella che fu una grande potenza sono molto lontane dalla Babilonia dell‘immaginazione popolare, con le sue porte d‘oro e i lussureggianti giardini coltivati da re Nabucodonosor per sua moglie.

I suoi mattoni d‘argilla si stanno sbriciolando, la statua del Leone di Babilonia non ha più i lineamenti del viso e le potenze imperiali europee hanno saccheggiato molto tempo fa il meglio della città.

La Porta di Ishtar si trova a Berlino da quando gli archeologi tedeschi se ne sono impadroniti prima della Prima Guerra Mondiale, nonostante le richieste di restituirla.

Preservare Babilonia, reliquia di un tempo e di un luogo che ha dato origine a pietre miliari della civilizzazione e dell‘agricoltura come la scrittura, la codificazione delle leggi e la ruota, è fondamentale, hanno detto i funzionari.

“E’ estremamente importante. Quando la gente dice che questa (regione) è la culla della civiltà, questo è senz‘altro vero per Babilonia”, ha detto a Reuters Lisa Ackerman, vice presidente del Wmf, in un‘intervista telefonica. “E’ una cultura che ha avuto un profondo impatto su quella che noi definiamo la civilizzazione moderna”.

(Il recupero) potrebbe anche aiutare l‘Iraq devastato dalla guerra a produrre reddito in futuro grazie al turismo, dato che mira ad una ricostruzione dopo anni di massacri e attacchi.

Il turismo religioso nei siti sacri musulmani sciiti è esploso dopo la caduta di Saddam, ma il paese deve fare ancora molta strada, e la sicurezza deve essere migliorata prima di poter pensare di attrarre i turisti occidentali.

I maggiori punti di interesse saranno probabilmente Babilonia e le paludi meridionali che si credeva fossero il biblico Giardino dell‘Eden.

Babilonia era stata occupata per cinque mesi dall‘esercito americano, che ha poi ceduto la base militare al comando polacco, rimasto nella zona fino al 2005.

IN FRANTUMI

Il British Museum ha dichiarato in un rapporto che i veicoli degli eserciti americano e polacco hanno frantumato le pavimentazioni antiche di 2.600 anni e che le forze militari hanno usato frammenti archeologici per riempire sacchi di sabbia da utilizzare nelle operazioni militari.

“Hanno scavato trincee nel teatro di Babilonia”, ha detto Maitham Hamza, responsabile dei due musei del sito. “E hanno mandato in frantumi i muri atterrandoci sopra con gli elicotteri”.

L‘ambasciata americana a Baghdad contribuisce con 700.000 dollari al recupero del sito archeologico.

Ma gli invasivi restauri operati da Saddam Hussein creano ulteriori problemi ai lavori. A parte il palazzo, Saddam ha anche ricostruito la Via della Processione, una strada di pietre antiche, e ha ridipindo le pareti. Una è decorata da un sospetto murale di re King Nebuchadnezzar blu e oro con la faccia di Saddam, mentre su un‘altra campeggia un pacchiano disegno di un leone. Ha poi costruito un lago artificiale a conclusione di quella che i critici definiscono la “disneyficazione” di Babilonia.

Ackerman ha spiegato che una delle prime cose che farà il Wmf sarà stabilire l‘eventuale presenza di acqua sotterranea ed erigere delle barriere per impedirle di danneggiare le rovine.

Ma forse le alterazioni di Saddam rimarranno come sono.

“Il principio è che gli uomini hanno messo le mani su Babilonia per secoli, forse per millenni, quindi possiamo accettare le modifiche apportate da Saddam Hussein come parte della vita del luogo”.

Se la sicurezza in Iraq continuerà ad aumentare, si spera che alla fine i turisti tornino.

“Siamo ottimisti sul ‘turismo alle rovine’ dell‘Iraq” ha detto a Reuters Qais Hussein Rasheed, del Comitato per le Antichità e il Patrimonio dell‘Iraq.

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