3 febbraio 2009 / 12:17 / 9 anni fa

India, proteste contro film "The Millionaire" nelle baraccopoli

di Rina Chandran

MUMBAI (Reuters) - Decine di abitanti della baraccopoli dove in parte è stato girato "The Millionaire" oggi hanno protestato contro il film candidato agli Oscar, a suon di insulti e mostrando foto dei membri del cast e della troupe in pantofole.

Al successo internazionale della pellicola si sono accompagnate le critiche al titolo ("Slumdog Millionaire", che gli abitanti della baraccopoli trovano offensivo), alla spettacolarizzazione della povertà e al trattamento riservato ad alcuni membri del cast.

Il regista Danny Boyle è stato accusato da alcuni media indiani di avere realizzato un film che è "miseria pornografica". Una critica a cui Boyle ha replicato dicendo di aver cercato di catturare il "gusto per la vita" dell'ex Bombay.

Il film, che ha ottenuto diversi premi internazionali e ha dieci nomination agli Oscar, è nelle sale indiane dal mese scorso.

"Ci hanno derisi, hanno ferito i nostri sentimenti", ha detto N.R. Paul, uno dei leader della protesta e abitante di Dharavi, il più grande slum dell'Asia.

I manifestanti, costretti dai poliziotti a riunirsi ad alcune centinaia di metri da Dharavi, gridavano "Abbasso, abbasso Danny Boyle" e "Abbasso, abbasso la Commissione per la censura".

"Gli abitanti degli slum sono esseri umani, non cani", recitava uno striscione.

I manifestanti hanno mostrato foto di Boyle e degli attori del film in pantofole, dicendo che la loro spettacolarizzazione della povertà sta fruttando milioni.

"Dovrebbero cambiare almeno il titolo. Perché la nostra Commissione per la censura ha consentito un titolo del genere in India? E' molto triste", ha detto Kallubhai Qureshi, un abitante di Dharavi.

Nicholas Almeida, attivista sociale e abitante dello slum, che ha presentato una protesta formale in tribunale contro il titolo del film, ha detto che anche i produttori hanno una responsabilità nei confronti degli slum in cui hanno girato.

"(Il film) sta facendo un sacco di milioni di dollari, perché non possono spendere del denaro qui per migliorare le nostre vite?", ha spiegato Almeida.

Boyle e il produttore Christian Colson, rispondendo recentemente sul Daily Telegraph alle accuse di aver sottopagato i bambini che recitano nel film, hanno spiegato di aver pagato per farli studiare e di avere creato un fondo per coprire altre spese.

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