Afghanistan, Onu prevede calo dell'oppio quest'anno

domenica 1 febbraio 2009 12:40
 

di Jon Hemming

KABUL (Reuters) - Le coltivazioni di papavero in Afghanistan dovrebbero calare drasticamente quest'anno, per via dei prezzi dell'oppio più bassi e quelli del grano in aumento che incoraggiano alcuni agricoltori a cambiare coltivazioni. E' quanto affermano oggi le Nazioni Unite.

L'Afghanistan è chiuso in un circolo vizioso in cui la produzione della droga contribuisce a finanziare i militanti talebani e accresce la corruzione istituzionale, entrambi elementi che limitano il controllo del governo in molte aree, e questo a sua volta comporta una più estesa coltivazione del papavero da oppio.

Lo scorso anno l'Afghanistan ha prodotto oltre il 90% dell'oppio mondiale. Da qui alla produzione di eroina venduta globalmente il passo è breve.

Il numero di province libere dall'oppio potrebbe salire dalle 18 su 34 dell'anno scorso a 22 quest'anno, se verranno effettivamente sradicate le coltivazioni, secondo il rapporto invernale dell'Ufficio droga e crimine delle Nazioni Unite (Unodc).

Ma quasi tutta la produzione di oppio in Afghanistan, circa il 98%, si concentra in sette province meridionali e sudoccidentali, e oltre la metà dell'intera produzione nella provincia di Helmand, dove le truppe britanniche stanno cercando di fermare la rivolta talebana.

La comunità internazionale ha investito milioni di dollari per combattere il traffico di droga nel Paese dal 2002, ma la produzione è salita costantemente fino all'anno scorso.

Il lieve calo dell'anno scorso potrebbe essere dovuto in gran parte al cattivo tempo, e se la produzione cala anche quest'anno, questo sarà dovuto anche a fattori esterni: una diminuzione del 25% dei prezzi dell'oppio e prezzi più alti nel mondo per il grano.

Le forze della Nato in Afghanistan non possono intervenire nello sradicamento delle colture di oppio, ma la Nato al momento sta discutendo di come mettere in pratica la decisione presa a un vertice ministeriale di ottobre che autorizza attacchi diretti al narcotraffico, ha detto un portavoce dell'Alleanza.

Il generale americano John Craddock, comandante in capo dell'Alleanza, ha diffuso una circolare ai suoi generali dicendo che tutti i trafficanti di droga possono essere attaccati, che ci siano o meno prove che li legano alla rivolta talebana, come ha riferito questa settimana Der Spiegel citando documenti classificati.

Ma il generale americano David McKiernan, a capo della missione Isaf, non ha voluto seguire la linea guida, dice Der Spiegel, temendo che azioni in questo senso potrebbero seriamente minare gli sforzi della Nato di ridurre le vittime civili.

 
<p>Un soldato canadese in un campo di papaveri nell'Afghanistan meridionale. REUTERS/Peter Andrews</p>