Papa andrà in Israele, malgrado rabbia per vescovo negazionista

domenica 25 gennaio 2009 18:21
 

GERUSALEMME/ROMA (Reuters) - Papa Benedetto visiterà Israele in maggio come previsto, ha detto un portavoce governativo, malgrado la rabbia delle comunità ebraiche mondiali per la decisione vaticana di riabilitare un vescovo che aveva negato l'esistenza delle camere a gas durante l'Olocausto in cui morirono sei milioni di ebrei.

Il museo e memoriale nazionale dell'Olocausto in Israele ha definito "scandalosa" la decisione di Benedetto di revocare la scomunica del vescovo britannico Richard Williamson, il quale ha affermato che non ci furono camere a gas e che solo 300.000 ebrei morirono nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Un portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha detto tuttavia che la prevista visita del pontefice in Israele a maggio non è in forse.

"Riteniamo che la questione della scomunica o non scomunica di un membro della chiesa cattolica romana sia una questione interna alla chiesa", ha detto Robert Rozet del memoriale dell'Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme.

"Tuttavia, giudichiamo scandaloso che un membro della chiesa ad un livello così alto neghi apertamente l'Olocausto", ha detto Rozet.

Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, alla domanda se la decisione del Papa avrà un effetto sulla visita in programma, ha risposto: "No, questo non ha niente a che fare con i rapporti tra stati".

Williamson è uno dei quattro vescovi tradizionalisti che erano stati espulsi dalla chiesa cattolica nel 1988 per essere stati ordinati senza il permesso del Vaticano.

"Le dichiarazioni fatte dal vescovo Williamson a proposito dell'Olocausto sono davvero inaccettabili, non rispondono al pensiero del Papa, della massima parte della chiesa cattolica né al pensiero di tutte le persone ragionevoli", ha detto oggi a Reuters padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano

"Per fortuna non corrispondono neppure al pensiero della massima parte della comunità e fraternità spirituale San Pio X con cui si sta facendo il cammino di riconciliazione in cui si colloca l'abolizione della scomunica".

 
<p>Papa Benedetto XVI. REUTERS/Alessandro Bianchi (VATICAN)</p>