Moda, sfida a distanza tra Armani e D&G

martedì 20 gennaio 2009 18:45
 

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - Sfida a distanza oggi tra Giorgio Armani e Dolce&Gabbana, dopo il botta e risposta sul presunto plagio di abiti: nell'ultima giornata di sfilate dedicate alla moda maschile del prossimo inverno, come da programma "re Giorgio" ha fatto sfilare la sua linea più importante, mentre gli eterni golden boy della moda hanno portato in passerella la loro collezione giovane.

Se da Armani è andato in scena il "nuovo classico" con tagli asciutti e linea aderente, D&G hanno proposto abiti ispirati al dandy Dorian Gray di Oscar Wilde, con velluti lisci e broccati stampati.

Due sfilate rapide, nonostante le bibliche attese, osservate particolarmente da vicino dagli addetti ai lavori dopo che domenica scorsa, per la presentazione della linea Emporio, Armani ha sostenuto che Stefano Dolce e Domenico Gabbana abbiano copiato un paio di pantaloni trapuntati presentati dallo stilista piacentino la scorsa stagione.

"Per ora copiano, forse un giorno impareranno", ha tuonato Armani. Per tutta risposta, Dolce e Gabbana hanno fatto sapere via comunicato che "lo stile di Armani non è e non è mai stato una fonte di ispirazione" per loro. "Abbiamo smesso di guardare le sua sfilate anni fa (...). Di sicuro abbiamo molto da imparare, ma non da lui".

Oggi Armani ha mandato in scena una collezione molto elegante, dalle forme pulite, con linee aderenti e giochi di volumi, cardigan con il collo sciallato, giacche dalle spalle leggermente insellate e pantaloni con le pince dai colori della terra e con tanto marrone e grigio, a sottolineare una "elegante sobrietà" consona ai tempi di crisi economica.

Il marchio D&G punta invece sull'eccentricità ispirandosi ad Oscar Wilde, con le giacche che diventano quadri stampati, da portare con pantaloni di velluto, gessati o jeans, gilet di velluto broccato, trench in pelliccia o maglioni grossi di cachemire con stampe di arazzi e t-shirt raffiguranti Oscar Wilde o il dipinto "Leonida alle Termopili" di Jacques-Louis David, considerato uno dei dipinti che meglio rappresenta il concetto di "bellezza ideale".

Lavoro quasi sartoriale invece per il pezzo forte della nuova collezione di scarpe dei Fratelli Rossetti: cuciture sottopelle che si vedono e si percepiscono, alla vista e al tatto, sui profili dei mocassini o sui puntali. Una sorta di tatuaggio che richiedono in media due metri e mezzo di filo e un'ora di lavorazione a mano.

 
<p>Un modello alla sfilata autunno/inverno 2009/10 di Giorgio Armani a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>