Antartide, le basi di ricerca passano alle energie rinnovabili

martedì 20 gennaio 2009 10:56
 

ROTHERA BASE, Antartide (Reuters) - Le energie rinnovabili stanno avanzando in Antartide, superando l'uso del carbon fossile nonostante i problemi nel progettare installazioni che sopravvivano al freddo e al buio dell'inverno.

L'energia eolica e anche quella solare stanno prendendo piede: i panelli solari nella penisola antartica possono raccogliere più energia in un anno che in molti posti in Europa.

"L'Antartide è uno dei posti più ventosi della terra, il posto più freddo, il più asciutto. E' abbastanza un test per i materiali", spiega Andy Binney, ingegnere della base britannica Rothera che ha installato pannelli termali solari sul tetto.

Anche la plastica può velocemente diventare fragile nel clima antartico.

"Tutto è ancora leggermente sperimentale", aggiunge. Il pannelli della tedesca Ritter Solar GmbH, che costano circa 11.600 dollari, scalderanno acqua e aria in un edificio di Rothera, sulla penisola antartica.

Anche la stazione di ricerca belga Elisabeth, nell'Antartide orientale, punta ad essere la prima a funzionare solo con energia solare ed eolica, e un altro impianto a vento è in costruzione per rifornire le stazioni Usa e neozelandesi.

Il Giappone usa l'energia solare per la sua base Syowa e due turbine eoliche da 300 megawatt alimentano la stazione australiana Mawson dal 2003.

"L'Australia è il primo paese ad ottenere una fornitura significativa di elettricità per le sue stazioni antartiche alimentate dai più potenti venti del pianeta", spiega la Divisione antartica australiana.

Passare alle energie rinnovabile aiuta a tagliare l'inquinamento e i gas responsabili dell'effetto serra, oltre ad eliminare gli enormi costi di trasporto per portare carburante fosse in uno dei luoghi più remoti della tera.

Il Trattato firmato da 47 nazioni dichiara l'antartide una riserva per scienza e pace. E tutte le parti sono obbligate a "limitare impatti avversi all'ambiente antartico".