Turisti imprudenti salvati da Stato rischiano di pagare le spese

lunedì 19 gennaio 2009 18:31
 

ROMA (Reuters) - In futuro i turisti che dovessero aver bisogno dell'intervento dello Stato italiano dopo essersi avventurati in un Paese segnalato come poco sicuro dal ministero degli Esteri potrebbero ritrovarsi a dover risarcire le spese sostenute per assisterli.

Lo ha detto oggi incontrando i giornalisti il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), Francesco Rutelli, illustrando un pacchetto di proposte - "che hanno trovato interesse positivo da parte del governo" - trasmesse già a fine ottobre al ministro degli Esteri Franco Frattini e al sottosegretario Gianni Letta.

"Di fronte all'evidenza dell'accrescersi delle criticità e dei rischi, i cittadini che partono debbono essere posti nelle condizioni di sapere in che cosa possono incorrere. Chi non rispetta gli allarmi ... lo fa a proprio rischio e pericolo, e si paga le spese", ha detto Rutelli a proposito della principale delle proposte formulate dal Copasir, di cui il Comitato discuterà con Frattini in un'audizione il prossimo 28 gennaio.

Se un turista italiano si dimostra "inescusabilmente imprudente", ad esempio avventurandosi con lo yacht al largo della Somalia, dove solo l'anno scorso i pirati hanno attaccato 111 imbarcazioni, "tutte le spese sostenute dallo Stato italiano per garantire la necessaria assistenza dovranno essere rimborsate", ha spiegato Rutelli, sottolineando che si tratta di una misura già in vigore in Paesi come Gran Bretagna e Germania.

Si tratta di una misura che non si applicherà a "funzionari di organizzazioni internazionali, né a religiosi, né a membri di ong che operino in base a progetti nazionali, comunitari o internazionali", ma neanche - ha precisato Rutelli - ai dipendenti di aziende che lavorano in zone a rischio né ai giornalisti.

PIU' VISIBILITA' A "VIAGGIARESICURI.IT"

Un'altra proposta è quella di "migliorare ulteriormente l'informazione al pubblico", per esempio inserendo link al sito viaggiaresicuri.it della Farnesina su portali e siti di agenzie di viaggi e tour operator.

Allo studio anche un obbligo generale di assicurazione per far fronte a rischi e coprire eventuali spese di intervento nelle aree meno sicure.

Si valuta, poi l'istituzione di un fondo per le spese in situazioni impreviste, come il recente rimpatrio con un ponte aereo di 1.200 connazionali bloccati all'aeroporto di Bangkok e in Thailandia. Ma questa, ha precisato Rutelli, è "un'ipotesi che va necessariamente concordata con gli operatori turistici" perché il fondo andrebbe alimentato con una maggiorazione dei biglietti, "anche pochi centesimi".