Australia, sommozzatori scoprono nuove specie animali marine

lunedì 19 gennaio 2009 10:51
 

di Michael Perry

SYDNEY (Reuters) - Durante un'esplorazione negli abissi al largo delle coste meridionali australiane, alcuni sommozzatori hanno scoperto nuove specie animali e rinvenuto ulteriori prove dell'impatto negativo dei gas serra sui coralli che si trovano in profondità.

La spedizione di ricercatori statunitensi e australiani ha esplorato la Tasman Fracture Zone, una frattura quasi verticale nella crosta terrestre che raggiunge una profondità di oltre 4 chilometri.

"Siamo partiti per cercare forme di vita in profondità mai raggiunte prima in missioni nelle acque australiane", ha detto Ron Thresher dell'australiana Commonwealth scientific and industrial research organisation (Csiro).

"I nostri campioni mostrano la fauna australiana che vive più un profondità tra le specie conosciute, tra cui un bizzarro esserino carnivoro, ragni di mare e spugne giganti, e comunità marine dominate da balani dal collo d'oca e milioni di anemoni di mare tondeggianti e spruzzati di viola", ha detto Thresher in una nota.

Sono state scoperte poi vaste distese di coralli fossili a una profondità di 1,4 chilometri e risalenti a più di 10.000 anni fa.

La spedizione di quattro settimane ha visto l'uso di un sottomarino impiegato di rado, Jason.

Di proprietà della statunitense Woods hole oceanographic institution, Jason ha le dimensioni di un'automobile ed è in grado di fotografare e filmare aree profonde fino a 6 chilometri. Il sottomarino ha fatto 14 immersioni della durata di 48 ore.

Gli studiosi del California Institute of Technology e della Csiro hanno detto che alcuni dei coralli rinvenuti stanno morendo e di aver raccolto dei dati per valutare la minaccia dell'acidificazione degli oceani e del cambiamento climatico nelle barriere coralline dei mari australiani.

Il carbonio emesso da fabbriche, automobili e impianti energetici non solo innalza le temperature, ma è anche causa di ciò che gli scienziati chiamano "acidificazione dell'oceani", dovuta all'assorbimento da parte dei mari del 25% di Co2 in eccesso.

 
<p>Un sub gioca con uno squalo leopardo, all'Acquario di Sydney. REUTERS/Mark Baker</p>