Usa, Obama tra concerti e solennità si avvia all'inaugurazione

lunedì 19 gennaio 2009 08:30
 

WASHINGTON (Reuters) - Barack Obama si è avviato ieri verso l'inaugurazione per la sua nomina a 44esimo presidente degli Stati Uniti con un mix di solennità e festeggiamenti, deponendo una corona in un mausoleo militare e battendo le mani a tempo di rock in un concerto con Bruce Springsteen, U2 e Beyonce.

I due eventi riflettono bene la situazione americana, tra l'eccitazione popolare per la scelta di Obama come primo presidente nero degli Stati Uniti e l'ansia per un Paese invischiato in due guerre e nel mezzo di una delle peggiori crisi economiche di sempre.

Camminando fianco a fianco, Obama e il suo vice, Joe Biden, hanno deposto una corona al mausoleo del milite ignoto per poi sfidare il gelido inverno per assistere ad un concerto-evento sui gradini del Lincoln Memorial, il tempio neoclassico in onore del 16esimo presidente degli Stati Uniti.

Obama, un democratico dell'Illinois, ha spesso riecheggiato il repubblicano Abramo Lincoln, che guidò il Paese durante la Guerra civile, mettendo fine alla schiavitù. "In molti modi lui ha reso questa giornata possibile", ha ricordato ieri il presidente eletto.

Accompagnato dalla moglie Michelle e dalle figlie Malia e Sasha, Obama ha cantato e applaudito durante il concerto, che ha visto sul palco stelle come Stevie Wonder e gli U2, in un tributo a Martin Luther King con "Pride (In the Name of Love)".

Tra le varie esibizioni, gli attori Denzel Washington, Laura Linney e Tom Hanks hanno letto discorsi sulle passate crisi della storia americana, dalla guerra civile alla grande depressione e alla guerra fredda.

Mentre si prepara al giuramento di domani, Obama ha sottolineato la difficoltà e la profondità delle sfide che si trova davanti, ma si è detto ottimista sull'abilità del Paese di affrontarle.

"Non c'è dubbio che la nostra strada sia lunga, che la nostra salita sia ripida. Ma non dimenticate che il vero carattere della nostra nazione si rivela nei momenti più duri", ha detto parlando dal palco.

"Nonostante l'enormità del dovere che abbiamo di fronte, sono qui oggi più speranzoso che mai che gli Stati Uniti ce la faranno, che il sogno dei nostri fondatori continuerà".

 
<p>La cerimonia al Lincoln Memorial in Washington. REUTERS/Mark Blinch</p>