Cina, danni per 29.000 dollari a genitori di vittime melammina

venerdì 16 gennaio 2009 11:30
 

di Emma Graham-Harrison

SHIJIAZHUANG, Cina (Reuters) - I genitori del primo bambino cinese morto a causa del latte contaminato hanno ricevuto 29.000 dollari di risarcimento dei danni, hanno riferito i media statali, e il governo spera che i pagamenti e il processo possano calmare il risentimento pubblico.

Lo scandalo sulla melammina ha compromesso la fiducia nei prodotti cinesi dopo una serie di allarmi per la sicurezza di alimenti e altri prodotti, e ha portato al ritiro di prodotti cinesi in tutto il mondo.

Il bambino di Yi Yongsheng e Jiao Hongfang, che aveva 5 mesi, è morto di calcoli renali e dolorose complicazioni dopo aver bevuto del latte contaminato con la melammina, ed è uno dei sei neonati cinesi per la cui morte è stato accusato il latte in polvere prodotto dal gruppo Sanlu, che ora è vicino al fallimento.

La coppia di agricoltori che vive nella provincia di Gansu nella Cina nord occidentale, ha ricevuto un risarcimento di 200.000 yuan (29.000 dollari) da Sanlu come parte dell'operazione di risarcimenti disposta dal governo, che ha sollevato forti proteste da parte delle famiglie dei circa 296.000 bambini che sono stati male per il latte contaminato.

Accettando questi soldi, la coppia in lutto deve abbandonare ogni intenzione di procedere per vie legali.

Alcuni genitori hanno detto che rifiuteranno il risarcimento, dicendo che è troppo poco per lo scandaloso fallimento di Sanlu e di altre compagnie di prodotti caseari cinesi nel bloccare la melammina, usata per ingannare i controlli sugli alimenti.

L'avvocato della coppia, Shen Xianlei, "ha detto che nei paesi sviluppati la cifra offerta dalle compagnie non sarebbe ritenuta accettabile", ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua.

A fine dicembre, 861 bambini erano ancora ricoverati in ospedale per problemi renali, dice il rapporto.   Continua...

 
<p>Quattro ex dirigenti di Sanlu Group durante il processo al Tribunale di Shijiazhuang, povincia di Hebei, il 31 dicembre 2008. REUTERS/China Daily</p>