Unicef: 80% morti parto prevenibili, mancano 4,3 mln operatori

giovedì 15 gennaio 2009 15:07
 

ROMA (Reuters) - Le complicanze legate alla gravidanza e al parto si stima abbiano ucciso, dal 1990 al 2007, 10 milioni di donne. Il 99% di questi decessi avviene nei paesi in via di sviluppo, dove l'accesso all'assistenza medica di base potrebbe prevenire l'80% delle morti delle madri mentre in tutto il mondo -- a eccezione dell'Europa -- c'è una carenza di 4,3 milioni di operatori sanitari.

Sono questi alcuni dati del rapporto dell'Unicef "La condizione dell'infanzia nel mondo" 2009, dedicato alla salute materna e neonatale e presentato oggi a Roma dall'Unicef Italia e dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna.

Nei paesi più poveri, le donne hanno 300 probabilità in più di morire di parto o per complicazioni legate alla gravidanza rispetto alle donne dei paesi sviluppati, e i bambini quasi 14 possibilità in più di morire entro il primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese industrializzato.

Sierra Leone e Afghanistan sono i paesi con il più alto tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni, Liberia Costa d'Avorio e Iraq nei primi 28 giorni, ma mentre il tasso di sopravvivenza per i bambini sta migliorando a livello globale -- anche se restano elevati i rischi nel primo mese di vita -- pochi progressi sono stati fatti nel ridurre la mortalità delle madri, secondo quanto riportato dall'Unicef.

Ogni anno, oltre 500mila donne muoiono a causa di complicazioni relative alla gravidanza o al parto -- tra cui circa 70.000 in età compresa tra i 15 e 19 anni -- soprattutto in Africa e in Asia.

Niger, Afghanistan, Sierra Leone, Ciad, Angola, Liberia sono i paesi con il più alto rischio di mortalità materna.

IN AFRICA SUBSAHARIANA NUMERO OPERATORI SANITARI DEVE AUMENTARE DEL 140%

Nel mondo in via di sviluppo, il rischio di mortalità materna nel corso della vita è di 1 su 76 rispetto a una probabilità di 1 su 8.000 per le donne dei paesi industrializzati, e per ogni donna che muore, altre 20 soffrono di malattie o lesioni spesso gravi e con danni permanenti.

Operatori sanitari con accesso ai farmaci essenziali e attrezzature mediche adeguate -- oggi non sufficienti in tutto il mondo con la sola eccezione dell'Europa -- potrebbero prevenire i quattro quinti di questi decessi.   Continua...

 
<p>Una medico visita una donna incinta nel corso di una campagna a Kapawi, circa a 266 chilometri da Quito. REUTERS/Guillermo Granja</p>