L'ombra del Ghetto di Varsavia sul confine tra Gaza e Israele

sabato 10 gennaio 2009 17:36
 

Di Alastair Macdonald

YAD MORDECHAI, Israele (Reuters) - L'ombra del Ghetto di Varsavia si distende sul confine di Israele con la striscia di Gaza.

In cima ad una collina che offre la vista del fumo della battaglia su Gaza e degli elicotteri in cerca dei palestinesi che puntano i razzi contro Israele, questa ombra viene proiettata dalla statua di un uomo che ha guidato la rivolta degli ebrei nel 1943 contro i nazisti.

La figura di bronzo di Mordechaj Anielewicz, morto combattendo invece di seguire milioni di altri ebrei nelle camere a gas, svetta sotto il pallido sole invernale tra i giardini e una piscina nel kibbutz che porta il suo nome e che è stato fondato da un suo compagno socialista, ebreo polacco, trasferitosi nei territori palestinesi negli anni 30.

Ma sulla comunità di allevatori e apicoltori Yad Mordechai, ad un miglio a nord del confine con Gaza, gravano molte ombre. "E' pesante vivere sotto gli occhi di Morcechaj Anielewicz", dice Raya Passi, la portavoce del kibbutz.

"La statua e la storia della guerra incombono sul kibbutz".

Passi ricorda come gli orrori subiti in Europa abbiano portato gli ebrei in quella zona, ma anche come il kibbutz, creato dopo che le truppe tedesche rasero al suolo il Ghetto di Varsavia, venne distrutto cinque anni più tardi nelle fasi concitate della creazione dello stato ebraico, diventando il luogo di una battaglia di Davide contro Golia ed, infine, abbia contribuito a definire i confini di Israele.

Le ombre sovrastano anche i palestinesi stipati nella Striscia di Gaza in condizioni miserabili, discendenti dei profughi che lasciarono le loro case nel territorio diventato lo Stato di Israele il 14 maggio 1948. Incombono sui villaggi arabi scomparsi, che hanno lasciato il posto alle fattorie a nord dei muri e delle barriere erette da Israele per fermare gli attacchi della gente di Gaza.

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