9 gennaio 2009 / 10:55 / tra 9 anni

Studio evidenzia rischio di comportamenti razzisti nei bianchi

di Julie Steenhuysen

CHICAGO (Reuters) - Molti bianchi dicono che reagirebbero con forza contro il razzismo, ma poi non fanno niente quando si trovano effettivamente di fronte a episodi di discriminazione.

E’ quanto emerge da uno studio di scienziati americani e canadesi. Secondo la ricerca, alcuni studenti bianchi del college, sentendo qualcuno fare dei commenti razzisti, non reagivano e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui il razzismo continua ad esistere.

“Le persone non si sentono influenzate dai pregiudizi, dicono che si sentirebbero molto turbate nell‘assistere ad un atto di razzismo, e che reagirebbero”, ha detto Kerry Kawakami, che insegna psicologia alla York University di Toronto, Canada, e che ha condotto lo studio apparso sulla pubblicazione scientifica Science.

“Nonostante questo, abbiamo notato che il loro comportamento è molto diverso dal previsto quando si trovano davvero di fronte a un commento esplicitamente razzista”, ha detto Kawakami in una nota.

Lo studio è stato condotto su 120 studenti bianchi in Canada, che hanno assistito ad episodi di razzismo mentre aspettavano che iniziasse quello che loro credevano fosse il vero esperimento.

Uno studente bianco che fingeva di essere anche lui in attesa per l‘esperimento, faceva un commento razzista su un partecipante nero in un momento in cui il ragazzo si allontanava per qualche minuto. Le sue parole spaziavano da commenti moderati a insulti razzisti estremi.

Quando lo studente nero rientrava nella stanza, ai veri partecipanti veniva chiesto di scegliere un compagno per un esercizio.

E’ risultato che il 63% sceglieva lo studente che aveva fatto il commento razzista.

“Siamo rimasti tutti sorpresi dalla discrepanza tra quello che la gente pensava che avrebbe fatto e quello che ha realmente fatto quando si è trovata nella situazione”, ha detto in un‘intervista telefonica John Dovidio, dell‘Università Yale nel Connecticut, che ha preso parte allo studio.

“I ragazzi non evitavano la persona che aveva fatto un commento chiaramente razzista, anzi, dimostravano una certa propensione a voler lavorare insieme a questa persona”, ha aggiunto.

Quelli che hanno effettivamente partecipato all‘incontro erano meno turbati di quelli che lo hanno letto o visto in un video. Questi ultimi infatti erano spesso dell‘idea che non avrebbero lavorato con una persona di quel tipo.

“In parte questo potrebbe essere dovuto alla situazione. Spesso non sappiamo come reagire”, ha detto Dovidio.

Ironicamente, ha continuato, molti altri studi hanno scoperto che le persone che sono state affrontate dopo aver fatto un commento razzista, sono molto meno inclini a ripetere tale comportamento.

“Non facendo niente si contribuisce al mantenimento di una società razzista anche in futuro”, ha detto.

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