Cina, rapporto ufficiale prevede un 2009 di proteste

martedì 6 gennaio 2009 13:26
 

di Chris Buckley

PECHINO (Reuters) - La Cina assisterà a un'ondata di proteste nel 2009 mentre la disoccupazione alimenta il malcontento sociale.

Lo scrive un giornale di stato, avvisando senza mezzi termini dei rischi per il partito comunista al governo a fronte della crisi economica.

Il rapporto, insolitamente duro, pubblicato dal giornale Outlook (Liaowang) questa settimana e diffuso dall'agenzia stampa, riferisce che la contrazione economica potrebbe suscitare l'ira di milioni di lavoratori immigrati e di laureati senza lavoro.

"Senza dubbio, ora stiamo entrando in un periodo culminante per gli incidenti di massa", ha detto un reporter di Xinhua, Huang Huo, al magazine, usando l'eufemismo usato ufficialmente per definire rivolte e proteste.

"Nel 2009, la società cinese potrebbe assistere a ulteriori conflitti e scontri che potrebbero mettere alla prova la capacità di governare a tutti i livelli del partito e del governo".

Il presidente Hu Jintao ha promesso di rendere la Cina "una società armoniosa", ma dovrà vedersela con la crescente tensione per la riduzione dei posti di lavoro e i magri salari, oltre che con una lunga insoddisfazione per gli episodi di corruzione e le confische dei terreni.

La Cina ha davanti anche un anno di anniversari politici difficili, in particolare il 20esimo anniversario della soppressione delle rivolte pro-democratiche in piazza Tienanmen nel giugno 1989. Una data che ha già galvanizzato la campagna "Charter 08" di dissidenti e attivisti che chiedono profonde riforme democratiche.

Le maggiori minacce al tessuto sociale cinese giungeranno dagli studenti laureati, che hanno davanti un mercato del lavoro sempre più difficile e salari in calo, nonché da un'ondata di lavoratori immigrati che hanno perso il lavoro dopo la chiusura delle fabbriche che si basano sull'export.   Continua...