5 gennaio 2009 / 12:20 / 9 anni fa

Iran, autorità: chiusura ufficio di Ebadi è una misura legale

TEHERAN (Reuters) - L‘Iran ha dichiarato oggi che la chiusura dell‘ufficio della vincitrice del premio Nobel Shirin Ebadi è una questione legale e che le autorità le forniranno protezione se ne avrà bisogno.

<p>Shirin Ebadi, vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2003, immagine d'archivio. REUTERS/Steve Crisp (IRAN)</p>

Sabato il segretario generale dell‘Onu Ban Ki-moon ha espresso preoccupazione per le notizie sulle minacce a Ebadi e ha esortato Teheran a prendere misure per garantire la sua sicurezza.

La sede centrale del gruppo di Ebadi per la salvaguardia dei diritti umani è stata chiusa il 21 dicembre, con la ragione ufficiale della mancanza del permesso legale per svolgere le sue attività. Questa mossa ha attirato critiche da parte degli stati e delle organizzazioni occidentali, mentre l‘Iran ha assicurato che si tratta di una chiusura temporanea.

Alcuni manifestanti in protesta si sono riuniti giovedì fuori dalla casa e dall‘ufficio di Ebadi, accusandola di avere legami con Israele, acerrimo nemico dell‘Iran.

Interrogato sulle preoccupazioni di Ban, Hassan Qashqavi, portavoce del ministro degli Esteri, ha detto che l‘azione contro l‘ufficio di Ebadi è una questione legale e che le proteste della settimana scorsa erano espressione di “sentimenti spontanei che devono essere tollerati”.

“E’ una questione legale, e non possiamo andare contro la legge”, ha detto in una conferenza stampa, aggiungendo che Ebadi dovrà risolvere alcune cose anche con il fisco dell‘Iran.

Nessuno nella Repubblica Islamica dovrebbe pensare di agire contro la legge, ha detto Qashqavi. Perché mai qualcuno dovrebbe ricevere un trattamento privilegiato?

“L‘Iran è un paese libero e non ci sono limitazioni per l‘attività dei gruppi per i diritti umani. Bisogna semplicemente completare il procedimento legale e ricevere il permesso necessario per svolgere tale attività”.

“Se avverte delle minacce (nei suoi confronti), può fare una richiesta e la Repubblica Islamica prenderà in considerazione l‘opportunità di fornirle delle guardie del corpo”, ha aggiunto.

Ebadi ha criticato più volte la gestione dei diritti umani in Iran, dicendo che il paese ha avuto il tasso più alto di esecuzioni nel 2007 e che il numero di prigionieri politici è in aumento.

Il governo iraniano nega di violare i diritti umani e accusa di ipocrisia gli stati occidentali che lo criticano.

Nel corso degli anni, la lotta di Ebadi per i diritti umani le è costata un periodo in carcere e una serie di lettere e telefonate di minaccia.

Nel 2003 ha vinto il premio Nobel per la Pace.

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