Vaticano,viaggio Papa in Terra Santa migliorerà legame con ebrei

mercoledì 31 dicembre 2008 12:59
 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Un viaggio di Papa Benedetto XVI in Terra Santa potrebbe aiutare a superare "pregiudizi e incomprensioni" che minano i rapporti tra cattolici ed ebrei, secondo quanto riferito da una alto funzionario del Vaticano.

La Santa Sede sta vagliando la possibilità che Benedetto XVI compia la sua prima visita in Israele e nei territori palestinesi da quando è stato eletto al soglio papale nel 2005 e il Vaticano ha precisato che la visita è ancora possibile nonostante gli ultimi episodi di violenza a Gaza.

Il cardinale Walter Kasper, incaricato del dialogo con il mondo ebraico, riconosce che "non mancano problemi" nelle relazioni tra cattolici ed ebrei, in cui va inserita la polemica sulla preghiera per gli ebrei nella liturgia del Venerdì Santo, interpretata da alcuni come una preghiera per la conversione degli ebrei.

Il cardinale ha anche fatto riferimento alle recenti tensioni sul ruolo di Papa Pio XII, che fu Pontefice durante la Seconda Guerra Mondiale, e che alcuni ebrei hanno accusato di aver chiuso gli occhi davanti alla tragedia dell'Olocausto.

"Sono convinto che un eventuale viaggio del Papa in Terra Santa sarà decisivo per superare i pregiudizi e le incomprensioni che caratterizzano i nostri rapporti con l'ebraismo", ha detto Kasper al quotidiano L'Osservatore Romano.

La Chiesa sostiene che Papa Pio XII abbia lavorato in silenzio e dietro le quinte per aiutare gli ebrei durante l'Olocausto.

"Che la beatificazione di Papa Pacelli sia un processo interno della Chiesa cattolica è stato compreso e accettato nel mondo ebraico", ha precisato Kasper.

Molti gruppi ebraici hanno sollecitato Benedetto XVI a sospendere il processo che potrebbe condurre a fare di Pio XII un santo.

"Confidiamo ora che le ricerche storiche portino sempre più chiarezza sull'operato di Pio XII a favore degli ebrei negli anni in questione", ha detto Kasper.

 
<p>Papa Benedetto XVI il giorno di Natale. REUTERS/Osservatore Romano</p>