Melammina, capo azienda cinese a giudizio, rischia pena di morte

mercoledì 31 dicembre 2008 11:26
 

di Ian Ransom

PECHINO (Reuters) - La presidentessa dell'azienda cinese al centro dello scandalo relativo al latte alla melammina, che causato la morte di almeno sei bambini e disturbi ad altre migliaia, è apparsa oggi davanti alla corte e rischia la pena massima, la condanna a morte.

Tian Wenhua, ex capo manager 66enne di Sanlu Group, ora in bancarotta, è apparsa in tribunale a Shijiazhuang, capitale della provincia settentrionale di Hebei, insieme ad altri tre funzionari esecutivi della società, con l'accusa di aver prodotto e venduto latte contaminato dalla melammina.

La sostanza, un composto industriale utilizzato per la produzione di sedie di plastica, piatti e calcestruzzi, dato il suo alto contenuto di azoto, è stata aggiunta al latte per ingannare i test nutrizionali.

Altre 17 persone coinvolte nella produzione, vendita e acquisto e aggiunta di melammina nel latte crudo, sono state processate la scorsa settimana.

"(Tian) potrebbe essere condannata alla pena di morte per aver prodotto e venduto cibi per bambini contaminati, insieme ad altri tre suoi manager dal tribunale di Shijiazhuang", ha scritto oggi il quotidiano China Daily.

I funzionari di Sanlu, società detenuta in parte dal gruppo neozelandese Fonterra, sono stati accusati di aver nascosto le prove sullo sviluppo di calcoli ai reni nei bambini che avevano bevuto latte adulterato con la melammina per mesi prima che lo scandalo scoppiasse lo scorso settembre.

Almeno sei bambini sono morti e oltre 290.000 hanno accusato disturbi di salute a causa del latte contaminato, fatto che ha scatenato un coro di critiche da tutto il mondo.

Tian ha riferito oggi alla corte di essere venuta a conoscenza delle lamentele dei clienti a metà dello scorso maggio, secondo quanto ha riportato l'agenzia di stampa Xinhua. L'azienda ha quindi costituito un team per la gestione del caso, ma ha presentato un rapporto scritto alla Giunta cittadina di Shijiazhuang solo il 2 agosto, ha continuato Tian. La Giunta ha poi riferito sul caso alle autorità governative superiori un mese dopo, probabilmente per evitare speculazioni proprio durante i Giochi Olimpici di Pechino.

 
<p>Salnu Group, davanti ai giudici del tribunale di Shijiazhuang, il 31 dicembre 2008. REUTERS/China Daily</p>