Cancro al seno, frutta e verdura riducono il rischio di ricaduta

martedì 16 dicembre 2008 13:22
 

WASHINGTON (Reuters) - Alcune sopravvissute al cancro al seno che mangiano frutta e verdura in quantità molto superiori rispetto alle attuali linee guida americane, possono ridurre il rischio che il tumore si riformi di quasi un terzo, secondo uno studio Usa pubblicato ieri.

Questo vale però soltanto per le donne che non hanno iniziato ad avere vampate di calore come effetto collaterale della terapia, hanno precisato i ricercatori, suggerendo che frutta e verdura agiscono sul livello di estrogeno.

Una simile spiegazione giustificherebbe il fatto che alcuni studi hanno mostrato che mangiare più frutta e verdura riduce il rischio di una recidiva di cancro al seno, mentre altri no. Potrebbe dipendere dal singolo paziente, hanno scritto gli studiosi in una pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology.

"Le donne con un tumore al seno ai primi stadi di sviluppo che hanno le vampate di calore, presentano un tasso di sopravvivenza più elevato e meno probabilità di ricaduta rispetto alle donne che non le hanno" ha detto Ellen Gold della University of California Davis, che ha preso parte allo studio.

E' risultato che le donne che dopo la terapia avevano delle vampate di calore, avevano livelli più bassi di estrogeno. Dato che questo ormone è vettore del tipo più comune di cancro al seno, si deduce che mangiare quantità maggiori di frutta e verdura -- oltre le cinque porzioni raccomandate -- abbassi i livelli di estrogeno nocivo nelle donne sopravvissute al cancro al seno, hanno detto i ricercatori.

"Sembra che un'alimentazione ricca di frutta, verdura e fibre, che riduce i livelli di estrogeno in circolazione nel sangue, abbia un importante impatto solo sulle donne che hanno livelli di estrogeno superiori a una certa soglia", ha detto John Pierce della University of California di San Diego.

Gli studiosi hanno poi analizzato nuovamente i dati di 3.000 pazienti operate di cancro al seno per la prima volta. La loro età media era di 53 anni, e alla metà di loro era stato detto di raddoppiare le dosi di frutta e verdura, assumendone 10 porzioni al giorno, e di mangiare più fibre e meno grassi rispetto alle linee guida del governo.

"Abbiamo fatto un confronto tra il gruppo che ha seguito la dieta modificata e il gruppo che si è attenuto alle linee guida alimentari", hanno spiegato gli studiosi.

Circa il 30% delle 3.000 pazienti originarie ha riferito di non aver avuto vampate di calore, effetto collaterale comune della terapia per il cancro al seno.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sui dati di questo 30% e hanno scoperto che solo il 16% delle donne che avevano raddoppiato le dosi di frutta e verdura, si sono ammalate nuovamente di cancro al seno entro sette anni, mentre la percentuale saliva al 23% per quelle che avevano seguito una dieta normale.

Per le donne entrate in menopausa il rischio si abbassava del 47% raddoppiando le dosi di frutta e verdura.

 
<p>Una famiglia fa la spesa in un supermercato, foto d'archivio. REUTERS/Cheryl Ravelo (PHILIPPINES)</p>