Iraq, scarpe contro Bush, giornalista diventa celebrità

lunedì 15 dicembre 2008 19:07
 

Di Waleed Ibrahim

BAGHDAD (Reuters) - Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq.

Il giornalista televisivo Muntazer al-Zaidi, sciita, che era già finito una volta sui giornali per essere stato rapito per breve tempo nel 2007, ha detto di provare rabbia nei confronti di Bush per le migliaia di iracheni morti dall'invasione nel 2003 delle forze guidate dagli Usa.

Zaidi è stato arrestato oggi dal governo iracheno, che lo accusa di aver compiuto un "atto vandalico" e sarà processato per aver insultato lo stato iracheno.

Il canale televisivo indipendente per cui lavora, al-Baghdadiya television, ha chiesto il suo rilascio, mentre manifestazioni in suo sostegno sono state organizzate anche a Sadr City a Baghdad, a Bassora, roccaforte meridionale sciita, e nella città santa di Najafa, dove alcuni dimostranti hanno lanciato scarpe contro un convoglio Usa.

"Grazie a Dio l'atto compiuto da Muntazer riempie gli iracheni d'orgoglio", ha detto a Reuters Television suo fratello, Udai al-Zaidi, chiedendo che il governo lo rilasci.

"Sono sicuro che molti iracheni vorrebbero fare quello che ha fatto Muntazer. Lui diceva sempre agli orfani che avevano perso il padre che la colpa era di Bush".

Zaidi ha urlato a Bush "questo è un addio dal popolo iracheno, cane", durante una conferenza stampa in cui il presidente uscente Usa, in una visita inattesa di addio a Baghdad, stava incontrando il primo ministro Nuri al-Maliki.

Il giornalista ha poi lanciato una scarpa contro Bush, costringendolo ad abbassare la testa, e poi un'altra, che gli è passata sopra ed è andata a finire contro il muro dietro di lui. Lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba.   Continua...

 
<p>Il presidente Usa Bush, costretto ad abbassarsi per evitare la scarpa lanciata dal giornalista iracheno Zaidi. REUTERS/Reuters TV (IRAQ)</p>