13 dicembre 2008 / 16:12 / tra 9 anni

Australia, navigatore italiano Bellini salvato quasi alla meta

SYDNEY (Reuters) - Il navigatore italiano in solitaria Alex Bellini, soccorso mentre era quasi allo stremo delle forze dopo 10 mesi di navigazione nel Pacifico, ha detto oggi di non sentirsi un perdente e di non essersi mai sentito solo durante il suo viaggio, grazie alle migliaia di email ricevute dai suoi sostenitori.

Bellini, 30 anni, è partito da Lima, in Perù, a febbraio e alla fine ieri ha concluso la traversata, quando era a sole 65 miglia nautiche dalla costa orientale dell‘Australia. Nel corso del viaggio in mare ha consumato cibo essiccato e bevuto acqua di mare distillata, senza mai mettere piede sulla terra.

In ogni caso, ha detto il navigatore a Reuters, sarebbe stato da pazzi non chiedere aiuto ieri.

“Sono abbastanza soddisfatto. Ho mantenuto l‘impegno”, ha detto Bellini. “Ovviamente sognavo un modo diverso di arrivare alla fine”.

“Non ho fallito”, ha aggiunto, spiegando che di aver soltanto chiesto di essere rimorchiato per gli ultimissimi chilometri.

Bellini ha detto che quella di chiedere aiuto è stata “una decisione abbastanza dura ma saggia”, viste le previsioni di brutto tempo per i successivi due giorni a un punto in cui era quasi esausto.

L‘italiano, che ha già attraversato l‘Atlantico, il Mediterraneo e che ha camminato attraverso l‘Alaska con l‘aiuto di uno slittino, ha detto di essere fiero del viaggio non-stop di 18mila chilometri e che le email dei suoi fan gli hanno permesso di andare avanti.

“Ho ricevuto oltre 30mila email sul mio telefono satellitare. Non è stata davvero l‘avventura di un uomo solo. Ero solo in mare, ma non completamente solo”.

Ieri, quando era quasi in vista della cittadina australiana di Laurieton, Bellini ha contattato la moglie e le ha chiesto di chiamare i soccorsi perché non pensava di potercela fare da solo, ha detto la polizia australiana.

Secondo la polizia, Bellini era “quasi allo stremo delle forze”

Le autorità hanno inviato una nave e il servizio di soccorso ha fatto decollare un aereo. Un rimorchiatore neozelandese che navigava nell‘area è stato inviato ad assistere Bellini, che ha prelevato alle 16 ora locale (le 7 in Italia).

All‘arrivo nel porto australiano di Newcastle stamattina, Bellini è stato accolto dalla moglie e dai giornalisti. Esile, con una folta barba, l‘uomo ha perso 15 chili nel viaggio, iniziato il 21 febbraio, ha detto la moglie Francesca Bellini.

“Sembrava confuso. Qualcuno ha dovuto accompagnarlo alla dogana”, ha detto la donna a Reuters.

Nonostante la sofferenza, Francesca Bellini, che ha contribuito a organizzare il viaggio, ha detto che il marito ama il mare e porterà con sé dei bei ricordi del viaggio. Anche se non è riuscito a raggiungere la terraferma, ha detto la donna, la sua impresa verrà fondamentalmente considerata come una traversata del Pacifico, benché Bellini non sia stato il primo a compiere l‘impresa in solitaria.

Alla domande del perché il marito abbia compiuto questa impresa, Francesca Bellini ha risposto: “E’ uno sportivo estremo. Non è un record man. Lo fa solo per se stesso”.

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