December 12, 2008 / 6:59 PM / 9 years ago

Venezia: altra acqua alta, giorni decisivi per il Mose

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<p>Piazza San Marco a Venezia invasa dall'acqua alta.Manuel Silvestri</p>

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - L'acqua alta temuta nei giorni scorsi per oggi non c'è stata, scongiurata già alla vigilia da condizioni meteorologiche migliorate (sul sito del Comune, previsti "soli" 105 centimetri di massima alle 23.25). Ma se l'allerta prosegue, per Venezia nei prossimi giorni è in vista la riunione decisiva per le sorti del sistema per la difesa dalle acque alte, il Mose, già in avanzato stato di realizzazione e da sempre oggetto di polemiche in città.

"L'obbiettivo sostanziale sarà la divisione dei fondi assegnati dalla legge speciale già decisi, 45 milioni di euro, e quelli da decidere in questo periodo fondi Cipe, previsti in 800 milioni di euro. Se i fondi continueranno ad arrivare regolarmente, il Mose sarà completato in circa cinque anni", dice a Reuters Giovanni Mazzacurati, ingegnere alla presidenza del Consorzio Venezia, concessionario dei lavori, a proposito della riunione fissata per il prossimo 23 dicembre del cosiddetto "Comitatone", comitato interministeriale per Venezia.

Secondo le stime del Consorzio, ad oggi sono stati realizzati circa l'80% delle opere esterne su (litorali, centri abitati, la morfologia lagunare e Marghera), mentre è circa al 50% il modulo vero e proprio delle paratie mobili che costituiscono il Mose, in grado di sollevarsi in caso di necessità per bloccare l'afflusso di acqua in laguna attraverso le bocche di porto.

Fondi Europei E Vertenza Ue Per L'avifauna

Ma la realizzazione delle casse mobili è vincolata ad un intreccio di finanza, ecologia e vertenze comunitarie.

L'opera dovrebbe infatti essere finanziata da un prestito europeo, sul quale grava però una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia da parte della Commissione Ue per una violazione delle normative sulla conservazione degli uccelli selvatici, disturbati dai lavori in alcune zone tutelate della laguna.

"Si dovrebbe risolvere nei primi mesi 2009: verrà adottata una particolare cura (nei cantieri) per non spaventare animali e insetti, con interruzioni (dei lavori) in certi momenti particolari dei periodi di riproduzione, in alcune zone come le bocche di porto, Ca' Roman, Malamocco, Cavallino", dice Mazzacurati.

"C'è una prima tranche di 1,5 miliardi di euro, poi saranno disponibili anche altri fondi, che consentiranno di completare opera, da parte della Banca Europea Investimenti, dichiaratasi disponibile a finanza in modo importante il completamento dell'opera. Ma devono essere superate queste controversie...", aggiunge.

Gli oppositori del Mose sono di altro avviso.

"Il Mose è in stato avanzato... per modo di dire: rispetto agli annunci che lo davano per concluso per il 2012 è in forte ritardo, il governo che l'aveva indicato come unica strada (per combattere l'acqua alta) non sta garantendo finanziamenti adeguati e con finanziamenti statali incerti a garanzia, rischiamo di indebitare le generazioni future in maniera sconsiderata", ribatte Beppe Caccia, capogruppo dei Verdi-Città Nuova in consiglio comunale, tra i principali avversari dell'opera, alla quale alcuni in città imputano il fatto di aver assorbito tutti i fondi della Legge speciale che prima andavano a restauri e manutenzioni varie in città.

Un Complesso Sistema Di Controllo

L'ultima eccezionale acqua alta del primo dicembre scorso (156 centimetri), aveva dato lo spunto al ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, veneziano, per segnalare con una lettera inviata nei giorni scorsi al Corriere il paradosso di uno stallo, per una tutela dell'avifauna, di un'opera che tali eventi disastrosi deve evitare.

Caccia ha ribattuto nell'occasione, ribadendo le perplessità di molti ambientalisti, convinti che proprio le opere in corso, tra escavazioni e modifiche della complessa morfologia lagunare, possano aggravare in condizioni particolari l'afflusso di acqua in laguna.

Mazzacurati dal canto suo afferma invece che col Mose "non ci sono variazioni nella quantità d'acqua (che passa dal mare alla laguna) semmai sulla sua velocità d'ingresso, che è contenuta". E che sarà un sistema complesso di calcoli e previsioni a governare il difficile equilibrio idrico. Chiudendo all'occorrenza in anticipo le bocche, per realizzare volumi di sicurezza. anche se qualche volta questo si rivelerà, una precauzione fortunatamente non necessaria.

Per Caccia ed i detrattori del progetto, il difetto maggiore del Mose è forse "storico": esser stato pensato alla metà degli anni Ottanta "quando solo pochi pazzi visionari si occupavano dell'impatto dei cambiamenti climatici anche sui livelli dei mari".

Il loro timore è che se si avverassero le previsioni che indicano in 50 centimetri il livello di crescita dell'Adriatico in un secolo, il Mose potrebbe rivelarsi inadeguato non più per eccesso ma per difetto.

Secondo i dati del Consorzio Venezia Nuova, l'opera (4.272 milioni di euro il costo complessivo, 2.443 milioni di euro gli importi assegnati, 1.963 milioni di euro gli importi impegnati, di cui 1.569 spesi) con quattro dighe mobili in corso di realizzazione alle bocche di porto lagunari con 78 paratoie, che saranno in grado di fronteggiare una marea massima di tre metri, mentre ad oggi l'acqua alta ha toccato i 194 centimetri.

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