La7, reportage su Mumbai intervista specialista "negoziatore"

venerdì 12 dicembre 2008 17:31
 

MILANO (Reuters) - Un reportage tv sulle stragi di Mumbai, attuate da dieci uomini armati, che hanno provocato 179 morti, è stato occasione per scoprire ed intervistare in esclusiva uno specialista dei corpi scelti israeliani, esperto di trattative con i sequestratori in qualità di negoziatore.

L'intervista verrà proposta da "Reality", programma di approfondimento del TgLA7 a cura di Paola Palombaro in onda domenica prossima 14 dicembre (23.40) con un reportage di Frediano Finucci.

Come preannunciato in una nota dell'emittente, con la drammatica storia dei due italiani tenuti in ostaggio per 40 ore nell'Hotel Oberoi- Trident assediato dai terroristi, i fiorentini Fulvio Tesoro e Angelica Bucalossi, il programma trasmetterà una testimonianza esclusiva: l'analisi del negoziatore di ostaggi Michael Tsur, membro della squadra speciale di Crisi dell'esercito israeliano, direttamente coinvolto nella negoziazione durante la presa di ostaggi alla Basilica della natività di Betlemme (maggio 2002, tra i più lunghi della storia con 38 giorni di negoziato) e per il rilascio del giornalista della Bbc Alan Johnston, liberato a Gaza dopo 113 giorni di prigionia (2007), che svelerà la storia, le tecniche e i retroscena di chi, per mestiere, è chiamato a negoziare con terroristi e sequestratori.

"Quando arriviamo (sul posto del sequestro), la mia principale preoccupazione è: raffreddare gli animi il prima possibile. Congelare la situazione, non renderla peggiore. Eppoi entrare in contatto con chi ha provocato la crisi, ma in maniera rispettosa", spiega nel reportage Tsur,

"Che si tratti di un sequestratore o di un terrorista, al momento in cui comincia a negoziare con me, allora io lo considero un partner. Che sia uomo o donna o un gruppo di persone, per me è molto importante spiegare loro - soprattutto se sono in una situazione di forte stress - che da quel momento in avanti loro sono miei partner", dice ancora Tsur nell'anticipazione diffusa da La7.

Nell'analisi dell'esperto, un attacco terroristico come quello di Mumbai, in grandi alberghi come l'Oberoi e il Taj, con tante stanze, finestre, porte, un posto difficile da controllare, faceva intuire invece che non si trattava di un'operazione per catturare ostaggi: chi è entrato lì voleva solo uccidere ed essere a sua volta ucciso, secondo Tsur. E in questo caso, dice l'esperto, la cattura di ostaggi e la brutalità hanno lo scopo di dimostrare l'esistenza e l'efficienza di un gruppo criminale tramite un azione di terrore globale.