Unicef, servizi infanzia: 1° Svezia, Italia in fascia intermedia

giovedì 11 dicembre 2008 14:52
 

ROMA (Reuters) - L'Italia non brilla tra i paesi Ocse in fatto di servizi educativi per l'infanzia, mentre la Svezia primeggia, secondo una classifica stilata dall'Unicef, soddisfacendo tutti e dieci i parametri utilizzati come indicatori.

Il Report Card 8 su "Come cambia la cura dell'infanzia", realizzato dal Centro di ricerca Innocenti dell'Unicef e presentato oggi a Roma, compara 24 paesi dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) più la Slovenia nell'efficacia dei servizi di educazione in età prescolare.

Il Centro ha elaborato, in collaborazione con esperti accademici e funzionari governativi, dieci parametri (o "benchmarks") su politiche governative, accesso, qualità e contesto sociale, e per ciascun indicatore è stato scelto un valore come standard minimo accettabile per i paesi Ocse.

Secondo lo studio, basato su dati forniti dai ministeri coinvolti nelle politiche per l'infanzia, l'Italia risulta soddisfare solo quattro di questi parametri: la presenza di un piano nazionale di priorità ai bambini svantaggiati, servizi educativi a finanziamento pubblico per l'80% dei bimbi di 4 anni, formazione professionale di almeno l'80% del personale di assistenza per l'infanzia e 50% del personale in possesso di una laurea o relative qualifiche. Il nostro paese ne lascia scoperti altri sei, posizionandosi in una fascia medio bassa della classifica.

La Svezia resta sola al primo posto, con il 100% dei parametri soddisfatti, seguita dall'Islanda con nove, e da Danimarca, Finlandia, Francia e Norvegia con otto.

Fanalino di coda per Canada e Irlanda che soddisfano un solo parametro, preceduti da Australia, con due criteri soddisfatti, e da Svizzera, Stati Uniti, Spagna e Messico con tre.

EFFICACIA CONGEDO PARENTALE: ITALIA AL DECIMO POSTO

Altro parametro utilizzato dallo studio riguarda l'efficacia del congedo parentale, identificata nel permesso di un anno per almeno un genitore (compreso il periodo prenatale) al 50% dello stipendio, e con almeno due settimane per i padri.

Calcolando il rapporto tra durata del congedo e percentuale di salario offerto, lo studio posiziona l'Italia al decimo posto della classifica dei 25: al primo c'è la Norvegia seguita da Francia e Ungheria, e agli ultimi, con un indice pari a zero, Australia e Stati Uniti.   Continua...

 
<p>Il logo dell'Unicef. REUTERS/Ina Fassbender (GERMANY)</p>