Clima,2008 uno degli anni peggiori per perdite legate a disastri

giovedì 11 dicembre 2008 11:26
 

POZNAN, Polonia (Reuters) - I disastri provocati dagli agenti atmosferici e i terremoti hanno fatto sì che il 2008 sia il secondo anno più "costoso" per gli assicuratori dopo il 2005, quando l'uragano Katrina si abbatté sugli Stati Uniti.

A sostenerlo è Thomas Loster, presidente della Fondazione della compagnia assicurativa Munich Re, che ha parlato con Reuters a margine di un convegno sul clima che si tiene da 1 al 12 dicembre a Poznan, in Polonia.

Le perdite nel 2008 finora si attestano a circa 160 miliardi di dollari, secondo quanto riferito da Loster, che ha aggiunto che quest'anno probabilmente verrà superato soltanto dal 2005, quando l'uragano Katrina ha contribuito a far lievitare le perdite a 220 miliardi di dollari.

Il ciclone Nargis, che ha colpito lo scorso maggio il Myanmar, è stato finora il peggior evento atmosferico del 2008 e si crede abbia provocato 84.500 morti. L'evento più costoso è stato invece il terremoto in Cina, anch'esso registrato a maggio.

In un report realizzato con il Programma ambientale dell'Onu, Munich Re sostiene che i disastri legati agli eventi atmosferici siano in deciso aumento, in linea con le previsioni da parte del Climate panel delle Nazioni Unite, che accusa gli uomini di essere responsabili del riscaldamento globale.

"Dagli anni Ottanta, i terremoti sono aumentati di circa il 50% ma il rischio di altri fenomeni disastrosi legati alle condizioni meteo come le alluvioni ha registrato un aumento del 350%", si legge nel rapporto.

L'aumento di eventi atmosferici con conseguenze disastrose rappresenta un rischio sempre maggiore per i Paesi poveri, secondo quanto riferito dalle organizzazioni nella nota.

L'incontro sul clima promosso dall'Onu a Poznan, che intende aprire la via a un accordo sul trattato per il clima il prossimo anno, si è concentrato sui modi per garantire i Paesi in via di sviluppo contro disastri e per aiutarli a mettere in atto forme di prevenzione.

 
<p>Nella fotografina un'immagine delle raffiche di vento provocate dall'uragano Paloma alle isole Cayman a novembre. REUTERS/Jill Kitchener</p>