Ristoranti di lusso, Cipriani a Londra costretto a cambiar nome

giovedì 11 dicembre 2008 10:23
 

LONDRA (Reuters) - Il famoso ristorante di Londra Cipriani, meta di star come David Beckham e Naomi Campbell, potrebbe essere costretto a cambiare nome o, in alternativa, a chiudere dopo la causa intentatagli dall'omonimo hotel di Venezia.

Un giudice dell'Alta Corte britannica ha stabilito che i proprietari del ristorante, Arrigo e Giuseppe Cipriani, padre e figlio, hanno violato la legge sui marchi utilizzando il nome Cipriani, che in Europa è di proprietà del gruppo alberghiero Orient-Express.

La sentenza del giudice implica che il ristorante, aperto nel 2004 nel quartiere di Mayfair, potrebbe dover chiudere i battenti se non sceglierà un altro nome.

I proprietari del ristorante, padre e figlio Cipriani, hanno detto di essere sconvolti dalla sentenza annunciando che ricorreranno in appello.

"La decisione della Corte ci lascia di stucco", ha scritto la società in una nota diffusa a New York. La compagnia utilizza ancora il nome Cipriani negli Stati Uniti.

Il gruppo Orient-Express, che ha acquistato il marchio Cipriani nel 1996, ha detto che ora chiederà un'ingiunzione per impedire ai Cipriani di utilizzare i nomi "Cipriani" e "Cipriani Londra" per servizi di ristorazione in Gran Bretagna.

L'hotel Cipriani di Venezia fu costruito nel 1958 da Lord Iveagh della famiglia Guinness e da Giuseppe Cipriani senior, proprietario del famoso Harry's Bar di Venezia.

Nel 1967, Cipriani senior ha venduto la quota che deteneva nell'hotel e ha acconsentito a dargli l'esclusiva del nome "Cipriani".

Ma nel 2004 il figlio di Cipriani senior, Arrigo, che oggi ha 76 anni, e suo nipote Giuseppe, 43 anni, hanno aperto il ristorante Cipriani a Londra, subito frequentato da personaggi famosi come i Beckham e il patron della Formula Uno Bernie Ecclestone, proponendo ai clienti costosi vini della Toscana e sofisticati piatti.

La sentenza è un altro duro colpo per i Cipriani, che si sono dichiarati colpevoli nel luglio 2007 di aver evaso 10 milioni di dollari ai danni dello Stato di New York e della città.

 
<p>Arrigo Cipriani davanti all'Harry's Bar a Venezia REUTERS/Manuel Silvestri</p>