Sky tv trasmetterà film su eutanasia, polemiche in Gran Bretagna

mercoledì 10 dicembre 2008 16:47
 

LONDRA (Reuters) - Il canale televisivo britannico Sky è stato criticato oggi per la sua intenzione di mandare in onda gli ultimi attimi di vita di un malato terminale che ha deciso di suicidarsi.

L'episodio della morte del 59enne Craig Ewert, avventa nel 2006 in una clinica svizzera, fa parte del documentario Right to Die del regista canadese John Zaritsky. E' la prima volta che la televisione britannica mostra qualcuno che ha scelto il suicidio assistito.

"Se non riuscirò a portare a termine questa battaglia, potrò solo soffrire, infliggere sofferenze alla mia famiglia, e alla fine morire" dice Ewert in una scena del film che è stata trasmessa su Sky News.

Secondo la programmazione di Sky, il documentario completo dovrebbe andare in onda alle 22 di stasera (ora italiana).

Le riprese mostrano Ewert, che era rimasto parzialmente paralizzato a causa di un problema al neurone motore, alla clinica Dignitas di Zurigo, mentre beve un cocktail di sedativi e spegne il respiratore, con la moglie Mary al suo fianco.

I sostenitori della campagna contro l'eutanasia hanno detto che trasmettere queste immagini costituirebbe un "Voyeurismo dell'eutanasia", che potrebbe far credere erroneamente che in Gran Bretagna ci sia una domanda crescente di suicidi assistiti.

"Questo non farà altro che intensificare la pressione su quelle persone che stanno pensando di porre fine alla propria vita per paura di essere un peso per gli altri", ha dichiarato il gruppo Care Not Killing, un'alleanza di circa 50 organizzazioni.

Il suicidio assistito è legale in Svizzera fin dagli anni '40 e ci sono due cliniche specializzate, Dignitas e Exit, che somministrano droghe letali prescritte da un medico per porre fine alla vita delle persone che chiedono il loro aiuto.

Il primo ministro Gordon Brown, in riferimento all'opportunità di mandare in onda il documentario, ha commentato che "si tratta di una questione molto complicata".

 
<p>Paziente in una clinica svizzera, in un'immagine d'archivio. REUTERS/Michael Buholzer (Svizzera)</p>