Cliniche offrono terapie non testate con staminali, dice studio

giovedì 4 dicembre 2008 11:36
 

WASHINGTON (Reuters) - E' possibile che alcune cliniche disoneste in tutto il mondo stiano sfruttando la speranza e l'ignoranza della gente offrendo cure con cellule staminali non ancora testate. Lo ha reso noto oggi un gruppo di ricercatori esperti del settore.

La Società Internazionale per la ricerca sulle cellule staminali ha diffuso delle linee guida per ricercatori e autorità legali, e un libro per i pazienti, in cui vengono criticate alcune cliniche.

" Siamo molto preoccupati per la vendita di terapie che impiegano cellule staminali prima che siano stati fatti i dovuti controlli di sicurezza ed efficacia", riportano le linee guida.

I ricercatori - tra i quali vi sono anche quattro italiani - non hanno fatto i nomi di cliniche o siti web specifici, ma hanno precisato che essi sono ampiamente citati in uno studio uscito sulla pubblicazione scientifica "Cell Stem Cell".

"La descrizione delle medicine che impiegano cellule staminali diretta al consumatore è molto ottimistica e non sufficientemente supportata da prove", hanno scritto Timothy Caulfield dell'Università dell'Alberta e i suoi colleghi.

"Il costo medio di un ciclo di terapia sui quattro siti web che parlavano di prezzi si aggira sui 21.500 dollari, esclusi viaggio e alloggio per pazienti e accompagnatori. E sono possibili effetti collaterali anche gravi".

Le staminali sono le cellule madri nel corpo, e diversi tipi vengono impiegati per svariate esigenze, dalle cellule del midollo osseo, usate per curare il cancro e altre malattie, alle cellule staminali embrionali, da cui si originano tutte le cellule del corpo.

Questo settore della medicina ha attirato l'attenzione pubblica, anche perché potrebbe rendere possibili trattamenti più personalizzati e cure più efficaci per malattie come il morbo di Parkinson.

"Le terapie con le cellule staminali sono quasi tutte nuove e sperimentali" riporta il comitato per la consulenza al paziente consultabile su here   Continua...

 
<p>Un paziente in ospedale. REUTERS/Baz Ratner</p>