Giocatore patologico? A Lugano Casinò ti "scopre" e ti fa curare

mercoledì 3 dicembre 2008 19:41
 

MILANO (Reuters) - Personale al tavolo verde in grado di riconoscere i giocatori patologici, colloqui orientativi, affidamento dei "dipendenti da gioco d'azzardo" a equipe di medici e psicologi, fino all'interdizione dalle sale da gioco elvetiche.

Sono alcune delle misure attuate dal Casinò di Lugano col suo piano operativo "Concezione sociale", secondo quanto si legge in una nota. Un piano che il Casinò ha esteso con una attività specifica anche in Italia, visto che sono 30.000 all'anno i giocatori italiani che vi si recano, il 70% del totale.

"Il Casinò di Lugano - si legge nel comunicato - attua la legge federale svizzera sul gioco d'azzardo ed elabora una serie di misure che si riassumono (in) ... prevenzione, riconoscimento precoce, formazione, raccolta dati e di assistenza al gioco patologico. Il tutto in collaborazione con un centro specializzato nella prevenzione e nella cura del gioco patologico".

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, sono circa 700.000 i giocatori d'azzardo patologici in Italia, e quasi due milioni lo sono stati in passato.

Il gioco compulsivo è una patologia riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità fin dal 1980.

Il casinò svizzero, si legge, investe sulla formazione dei dipendenti mirata al riconoscimento dei giocatori a rischio: una volta individuati, essi vengono affidati a un'equipe di psicologi e specialisti. Nel 2007, secondo l'indagine, sono stati eseguiti 317 colloqui in seguito a segnalazioni da parte del personale del Casinò, e sono state interdette all'accesso alle sale elvetiche 204 persone, anche se la maggior parte di queste una volta presa coscienza del problema ha chiesto l'esclusione volontaria.

Al di fuori del Casinò la prevenzione viene svolta dal Gruppo Azzardo Ticino (Gat), e dall' And, Azzardo e Nuove Dipendenze, che si occupa di sensibilizzare gli operatori sociali, le istituzioni e tutta la popolazione al tema della "dipendenza senza sostanze". A queste si affiancano le Asl che operano sul territorio italiano. A queste strutture vengono inviati i giocatori patologici italiani che chiedono di essere seguiti da specialisti sul territorio.

"E' un fenomeno importante, che deve prevedere una forte collaborazione tra istituzioni e operatori sanitari italiani e svizzeri e personale del casinò sensibile e formato - dice nella nota Anna Maria Sani, psicologa e psicoterapeuta, già responsabile della Concezione sociale del Casinò e ora consulente - E' importante lavorare sulla prevenzione e far conoscere la possibilità di rivolgersi a organizzazioni territoriali, tra cui le Asl, per affrontare singolarmente o in famiglia comportamenti che spesso si trasformano in veri drammi sociali".

 
<p>Immagine d'archivio di una roulette in un casin&ograve;. REUTERS/Fatih Saribas (TURKEY)</p>