2 dicembre 2008 / 13:07 / 9 anni fa

Mumbai, dopo attacchi indiani vanno in palestra e in terapia

<p>Gli agenti indiani del Raf vicino all'hotel Taj.Jayanta Shaw</p>

di Rina Chandran e Shilpa Jamkhandikar

MUMBAI (Reuters) - Dopo gli attentati di Mumbai costati la vita a 183 persone, gli abitanti della capitale finanziaria indiana stanno tornando in palestra e si rivolgono a psichiatri e ad amici per superare lo stress.

Uffici e scuole hanno riaperto ieri a Mumbai, e diversi istituti stanno proponendo assistenza per aiutare a superare lo shock delle sparatorie e delle esplosioni e delle immagini cruente in tv.

"La mia prima classe ieri era affollatissima", ha detto Namita Jain, che gestisce corsi di aerobica e yoga vicino all'hotel di lusso Taj Mahal, dove sabato scorso le unità speciali hanno ucciso gli ultimi quattro militanti che vi si erano rifugiati per tre giorni con degli ostaggi.

Oggi, le classi di yoga di Jain erano quasi al completo, con persone che si scambiavano messaggi su persone che conoscevano e prendevano appuntamento per vedersi a pranzo o per un tè.

"La gente è stata seduta a casa incollata alla televisione per tutti questi giorni, e volevano uscire, e in alcuni casi tornare a vivere", ha detto Jain.

Gli alberghi Taj Mahal e Trident-Oberoi, teatro di un assedio con ostaggi, stanno offrendo assistenza psicologica ai loro dipendenti.

"Ci sono più persone che cercano aiuto per stress, panico, depressione, insonnia", ha dichiarato Harish Shetty, una psichiatra. "I bambini non vogliono tornare a scola, la gente vuole stare al chiuso e non uscire tanto".

Mohit, un dipendente del Taj che ha perso un collega, ha detto che preferisce non parlare di quello che avvenuto.

"Mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza e la sua morte così tante volte ... ma ogni volta che ne parlo, mi ritorna tutto in mente. Per favore, non chiedetemi di rivivere di nuovo quell'incubo".

Altri partecipano a proteste e a veglie per superare il trauma. Numerose veglie e fiaccolate hanno avuto luogo a Mumbai in ricordo delle vittime. Altri hanno espresso "angoscia e rabbia" per quanto avvenuto.

L'Art of Living Foundation, un centro che si occupa di meditazione e respirazione ritmica, offre tre giorni di workshop contro il trauma per uno "stato mentale più sereno".

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