Salute, fast food collegato all'Alzheimer, dice studio svedese

venerdì 28 novembre 2008 17:31
 

LONDRA (Reuters) - Alcune cavie nutrite con cibo spazzatura per nove mesi hanno iniziato a sviluppare noduli cerebrali tipici del morbo di Alzheimer. Lo ha rivelato oggi un ricercatore svedese.

La scoperta, che deriva da una serie di pubblicazioni di una ricercatrice dell'istituto svedese Karolinska, mostra come una dieta ricca di grassi, zucchero e colesterolo può aumentare il rischio di sviluppare la più comune forma di demenza.

"Esaminando il cervello dei topi in laboratorio, abbiamo trovato una modificazione chimica simile a quella che avviene in un cervello affetto da Alzheimer", ha detto in una nota Susanne Akterin, ricercatrice al centro per la ricerca sul morbo di Alzheimer dell'istituto Karolinska, che ha condotto lo studio.

"Adesso sospettiamo che un elevato apporto di grassi e colesterolo, combinato con fattori genetici ... possa influenzare alcune sostanze cerebrali, che hanno un ruolo nello sviluppo dell'Alzheimer".

Il morbo di Alzheimer è incurabile ed è la più comune forma di demenza senile. Colpisce le regioni del cervello adibite al pensiero, alla memoria e al linguaggio.

Mentre le medicine più recenti si sono focalizzate sulla rimozione delle masse di proteina beta amiloide che formano le placche nel cervello, i ricercatori adesso stanno anche cercando terapie per debellare i noduli tossici causati da un aumento anormale della proteina tau.

Nella sua ricerca, Akterin si è concentrata sulla variante di un gene chiamato apoE4, rilevata nel 15-20% delle persone, che è un noto fattore di rischio per l'Alzheimer. Questo gene è coinvolto nel trasporto del colesterolo.

La ricercatrice ha studiato topi geneticamente modificati per simulare l'effetto della variante del gene sugli umani: le cavie erano state nutrite con una dieta ricca di grassi, zuccheri e colesterolo per nove mesi, che rappresentava il contenuto nutritivo dei pasti nei fast food.

Questi topi hanno riportato variazioni chimiche nel cervello, mostrando una crescita anormale della proteina tau e segni che il colesterolo riduceva i livelli di un'altra proteina chiamata Arc, coinvolta nella conservazione della memoria, ha detto Akterin.

"Tutto sommato i risultati ci forniscono qualche indicazione per cercare di prevenire l'Alzheimer, ma sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo per diffondere al pubblico i consigli giusti", ha concluso.