Legambiente:case minacciate da frane in 77% dei comuni a rischio

giovedì 27 novembre 2008 14:20
 

ROMA (Reuters) - Il 77% dei quasi 1.500 comuni italiani a rischio idreogeologico ha abitazioni minacciate da frane e alluvioni, le opere di prevenzione non sono sufficienti per il 63% delle amministrazioni e l'abusivismo continua ad aggredire col cemento i corsi d'acqua.

Sono questi alcuni dati emersi dall'indagine "Ecosistema rischio 2008", realizzata da Legambiente e dal dipartimento della Protezione civile e presentata oggi a Roma, con l'intervento del capo della Protezione civile Guido Bertolaso e del presidente dell'associazione ambientalista Vittorio Cogliati Dezza.

Mentre risultano confortanti i dati sulle attività locali per la protezione civile, con oltre l'80% dei comuni interrogati che possiede un piano d'emergenza per frane alluvioni, preoccupa invece il fatto che solo il 5% delle amministrazioni ha provveduto finora a spostare le strutture a rischio in zone sicure, mentre nel 42% dei comuni ancora non viene realizzata la manutenzione delle sponde e il 24% non fa praticamente nulla per la messa in sicurezza del territorio.

Nel 56% dei comuni a rischio inoltre, sorgono fabbricati industriali sotto minaccia e solo il 4% delle amministrazioni sta provvedendo alla loro delocalizzazione.

Tra i comuni più meritori, secondo il rapporto, Santa Croce sull'Arno (Pi), Vallerano (Vt) e Finale Emilia (Mo), fanalino di coda per due comuni in provincia di Messina, Ucria e Alì, e sufficienza tra i capoluoghi di provincia per Roma, Perugia, Torino e Firenze. Pollice verso per L'Aquila, ultimo in classifica.

BERTOLASO: MENO SAGRE, PIU' PREVENZIONE

"Con la prevenzione non si viene rieletti e non si può fare campagna elettorale ... ma ci sono delle priorità in un periodo come questo ... bisogna capire che la sagra delle salsicce è meno importante della messa in sicurezza del controssoffitto di una scuola o dell'argine di un fiume", ha detto Bertolaso, commentando il suo slogan "Meno sagre delle salsicce, più prevenzione".

La messa in sicurezza delle scuole e del territorio è per il capo della protezione civile "la più grande opera pubblica da fare", oltre che "una possibilità di crescita economica" per le industrie.

Bertolaso ha lanciato un appello ai sindaci affinché diano anche loro risposte politiche al tema delle prevenzione.

Cogliati Dezza ha sottolineato che, non solo la prevenzione è insufficiente, ma che "ancora oggi l'abusivismo e il cemento continuano ad aggredire i nostri corsi d'acqua", nonostante emerga dai dati del dossier che l'88% dei comuni intervistati ha norme che vietano l'edificazione nelle aree a rischio.

Riferendosi ai dati emersi dall'indagine, in particolare alla percentuale di comuni che presentano strutture a rischio, Bertolaso ha affermato che vanno "sempre presi con molta cautela, ma rappresentano certamente un indicatore sul quale bisogna lavorare per migliorare la situazione".